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Federico II
Tra gli obiettivi di Federico II si ricordano: il rafforzamento militare ( distrugge castelli dei signori feudali), il rafforzamento politico (riafferma la superiorità del potere regio) e il rafforzamento istituzionale del regno. Per realizzare tutto ciò ha bisogno di risorse costanti e quindi aumenta le tasse, le quali ricadono sulla popolazione.
Nel 1231 redeige il "Melfitanes" o "Liber Augustalis". Tale testo riguarda l'amministrazione della giustizia e le attività riguardanti il sistema fiscale.
In Germania, visto il territorio troppo vasto, decide di riconoscere le autonomie dei principi e dei signori tedeschi, ai quali chiede in cambio fedeltà e alleanza militare. Anche in questo caso emana un documento nel 1235, una Costituzione con le quale riassume le norme che disciplinano il rapporto tra imperatore e i suoi sudditi.
In merito alle questioni che interessano l'Italia, Federico II ha molti problemi nel centro-settentrione, dove le città comunali non vogliono cedere all'imperatore. Si hanno così nuovi scontri e nuove Leghe appoggiate dai pontefici, i quali temono che il potere sia a nord che a sud possa schiacciare lo Stato della Chiesa, quindi Federico II viene per due volte scomunicato. Egli muore durante i preparativi di alcune controffensive. Con lui naufraga l'idea di un unico Impero che unisca Germania e Italia; la Corona di imperatore viene attribuita a Rodolfo I d'Asburgo.
Intanto il Regno di Sicilia è governato dal figlio di Federico, Manfredi che tenta, come il padre, di sottomettere il nord Italia. In questo periodo si crea la distinzione tra ghibellini (coloro che appoggiano l'Impero) e guelfi (coloro che appoggiano il papa e le città comunali).
Manfredi si allea con il primo gruppo e distrugge le truppe della Firenze guelfa nel corso della battaglia del 1260. Dunque il pontefice Clemente IV scomunica Manfredi e nomina re di Sicilia Carlo d'Angiò, fratello del re di Francia. Manfredi viene in seguito ucciso nella battaglia di Benevento nel 1268 dalle truppe francesi.
Il consolidamento del potere angioino viene tuttavia scosso da una ribellione che scoppia a Palermo nel 1282 {si pensa che una donna sia stata violentata da una coppia di soldati francesi}. I siciliani sono aiutati da Pietro III d'Aragona (marito della figlia di Manfredi) che, dopo 20 anni di guerra (la guerra del Vespro), con la pace di Caltabellotta del 1302, diviene re di Sicilia. La parte continentale del mezzogiorno italiano rimane comunque nelle mani di Carlo II d'Angió.

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