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Federico II(1194-1250)

Federico II di Svevia

Federico II di Svevia o Federico 2 di Svevia nasce da Enrico IV e Costanza d’Altavilla a Jesi. L’età avanzata della madre provocò un certo scetticismo circa la gravidanza e, per questo motivo, fu allestito un baldacchino nella piazza della cittadina dove l’imperatrice partorì pubblicamente. Federico II divenne re di Germania, d’Italia, di Gerusalemme e di Sicilia(1198-1250).

Federico secondo fu un uomo molto colto ed amante della cultura; si circondò di poeti, letterati, filosofi e scienziati. A Napoli fondò un’Università, che fu la prima università statale del mondo occidentale. Attingendo al suo patrimonio personale fondò molte altre scuole nel suo Regno, per permettere anche ai più poveri di istruirsi. Federico 2 parlava inoltre molte lingue e stimava la scienza araba. Visse spostandosi continuamente fra i numerosi castelli che fece costruire.

Federico II di Svevia si interessò particolarmente né alla Germania né alla liberazione di Gerusalemme preferendo ristabilire l’ordine nel prediletto regno di Sicilia. Sottomise i feudatari normanni togliendo loro i privilegi di cui si erano impadroniti, annullò le autonomie cittadine ed ordinò di abbattere tutti i castelli costruiti abusivamente. Per rafforzare il suo potere sul territorio fece costruire una rete di castelli molto efficienti grazie ad ispezioni periodiche. Il governo di Federico II fu un governo forte ed accentrato ma ben regolato da una serie di capaci funzionari.

Come profondo stimatore della scienza araba, Federico 2 di Svevia si rifiutò di attaccare Gerusalemme e fu scomunicato da papa Gregorio IX, decisione mantenuta anche dopo la riconquista della città, poiché riottenuta in maniera diplomatica e non violenta. Di ritorno da Gerusalemme, nel 1231 emanò a Melfi le “costituzioni melfitane” nelle quali esponeva i principi secondo cui intendeva governare. Erano principi molto innovativi per l’epoca perché prevedevano tra l’altro l’abolizione della vendetta privata e l’obbligo per ogni ceto sociale di seguire la legge senza eccezioni,sovrano incluso. Inoltre Federico II sosteneva che il suo potere derivasse non più dal papa ma direttamente da Dio. Per propagandare le nuove leggi fece coniare una nuova moneta detta Augustale nella quale era raffigurato con la corona di alloro tipica del mondo romano.

Il progetto di Federico II di Svevia portò a contrasti con i comuni, che si videro negare tutte le concessioni ottenute da Federico Barbarossa. Si ricostituì una lega guelfa, appoggiata dal papa che venne però sconfitta nel 1237 dai comuni ghibellini appoggiati da Federico II di Svevia. Con la vittoria si impadronì del carroccio di Milano portandolo trionfalmente a Cremona. Fu poi spedito a Roma per essere conservato sul Campidoglio. Il papa Gregorio IX, intaccato nell’immagine dalla sconfitta e spaventato dal potere di Federico II, colse il pretesto per scomunicarlo nuovamente. A Gregorio IX successe Innocenzo IV il quale scomunicò l’imperatore per la terza volta. Sebbene Federico II cercò di raggiungere un accordo dando prove di buona volontà, il papa lo dichiarò decaduto sciogliendo i sudditi dal giuramento di fedeltà. Bandì inoltre una vera e propria crociata contro Federico II indicandolo addirittura come l’"Anticristo” e predicando colpe terribili a suo carico. I due pontefici non scomunicarono Federico II di Svevia per ragioni religiose ma perché sentivano minacciato il dominio dei loro territori.

Innocenzo IV si alleò infine con i comuni contrari all’Imperatore e, nel 1248, l’esercito di Federico II di Svevia fu sconfitto. Il figlio Enzo fu fatto prigioniero e rinchiuso fino alla morte nel “palazzo di re Enzo” a Bologna. Nel 1250 Federico secondo morì, sospettando che anche i suoi collaboratori più stretti avessero tramato contro di lui.

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