Mito 72506 punti

La donna all’interno del monastero

Per capire al meglio il ruolo che aveva la donna nel monastero dobbiamo capire al meglio il ruolo, molto importante, che questi ultimi avevano nella vita del Medioevo.
Generalizzando, si possono vedere i monasteri del tempo come dei centri di potere dotati di notevoli patrimoni fondiari, in quanto la maggior parte di essi sorse grazie a donazioni e per volere di ricchi signori, che lo facevano spesso dirigere alle figlie o alle sorelle che avevano deciso di dedicarsi alla vita monastica. Molti nobili vedevano però il monastero come un futuro sicuro ed agiato per le figlie nubili ed esercitavano così una spinta verso una vita da una parte meno libera, ma dall’altra ricca di privilegi ed agi. Per questo fatto, le donne provenienti da una nobiltà molto elevata, accettavano la vita monacale, ma spesso non riuscivano ad accettare appieno il dovere all’obbedienza incondizionata.
Le regole dei monasteri femminili non differivano da quelle dei monasteri maschili. Più diffusi erano i monasteri che si basavano sugli insegnamenti di Cesario e di Colombano, missionario irlandese che diede notevole diffusione alla sua regola, visitando i centri europei più importanti. Donna che ha interpretato al meglio queste regole è Santa Geltrude, la cui opera fu importante anche dal punto di vista di diffusione della cultura e per i suoi rapporti con i Carolingi. Ella può essere vista come il modello a cui tutte le donne sacramentate del tempo aspiravano e che meglio incarnava la “monaca tipo” medievale.
Dopo questa fase missionaria la vita nel monastero ha continuato ad offrire notevoli possibilità di azione per le monache. Esse infatti istituirono ritiri per le donne, senza che queste avessero l’obbligo dei voti di povertà e castità.
All’interno del monastero e del ritiro si svolgeva una vita ricca di preghiere e opere di carità, e particolare attenzione era data all’educazione e all’istruzione delle giovani fanciulle. Inoltre vi era particolare interesse per la poesia, la storiografia, la filosofia. La miniatura di libri e spesso le monache amministravano le estese proprietà fondiarie che il monastero possedeva. Sotto questo punto di vista si può quindi affermare che sono state fatte molte opere di rilievo anche sul piano temporale, oltre che spirituale. La loro azione ha fatto sì che fossero proprio femminili le uniche strutture assistenziali come ospedali,ostelli e le già citate scuole. Questo permetteva infatti l’unione di due azioni fondamentali: quella caritativa e quella di divulgazione della cultura in un mondo ignorante, soprattutto nelle classi sociali più povere.

Registrati via email