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La donna dell’alta nobiltà

In generale, le donne nobili si trattenevano nei loro castelli, nei quali si occupavano di tutta la sfera riguardante l’economia della casa e si dedicavano a tempo pieno al lavoro di tessitura e ricamo di stoffe pregiate. Essendo questo molto lungo, la donna si circondava di aiutanti e si formavano così veri e propri gruppi di lavoro all’interno delle stanze del castello.
Non si deve però pensare che la donna appartenente a questa classe sociale avesse una vita facile. Il fatto di appartenere all’elevata nobiltà faceva sì che fossero obbligate ad essere sempre presenti e pronte a occupare il posto del marito in caso questi si assentasse per battaglie o motivi polico - economici. Per far ciò, esse dovevano essere dotate di un forte carattere e spesso, per meglio svolgere questi compiti, approfondivano la loro conoscenza in campo culturale. A ciò è dovuto il fatto che spesso le donne avevano un grado di conoscenza della cultura di molto superiore rispetto ai loro mariti.
Attorno al 1050 si hanno le prime testimonianze relative alla capacità giuridica da parte di donne di ricevere feudi, dapprima nella parte nord - occidentale dell’Europa, poi verso l’intero continente, anche per una maggiore aperture della mentalità popolare verso le innovazioni. Dal 1156 si stabilì la possibilità da parte delle figlie di ereditare o possedere un ducato, con un particolare permesso da parte dell’imperatore. Il feudatario doveva esprimere chiaramente il suo consenso e la sua volontà alla successione alla figlia del suo feudo (come rivela una sentenza imperiale del 1299) e la figlia doveva riconoscere il passaggio ereditario come un privilegio concesso dall’imperatore. Gradualmente vi fu un’imporsi dell’usanza, tuttavia non ci fu mai un riconoscimento in linea di principio della successione ereditaria femminile nel sistema feudale. Questo perché si preferiva evitare il passaggio di un feudo ad una figlia femmina, che comportava una minore possibilità di incrementare il feudo. Per ovviare a questa penalizzazione si cercava allora di influenzare le scelte matrimoniali delle figlie, obbligando all’unione con il prescelto dal padre.

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