La dinastia degli Ottoni

Ottone I

Ottone I riuscì ad avere la meglio contro gli ungari che erano già stati indeboliti; per questo motivo fu chiamato in Italia per mettere fine alle guerre che la insanguinavano. Nel 951 venne incoronato re d'Italia a Pavia e in seguito, andò a Roma dove venne incoronato imperatore da papa Giovanni XII. Lui decise quindi di creare un nuovo modello di impero; infatti stabilì il "privilegio di Ottone" nel quale stabiliva che il papa per essere tale doveva avere il consenso del re, in questo modo, Ottone I impedì che le elezioni fossero "effettuate" dalle famiglie più ricche di Roma; inoltre affermò la superiorità imperiale. Depose quindi papa Giovanni per metterne in carica un altro.
Ottone aveva anche una visione strategica dell'impero, lui infatti guardava in Europa orientale dove si stavano formando i regni slavi con cui strinse accordi; guardava anche il Mediterraneo, inviò in quei territori a tal proposito un ambasciatore a Bisanzio. Ci fù quindi un matrimonio tra Ottone II (figlio di Ottone I) e Teanfu (la nipote del basileus Giovanni I Zimisce).

Ottone II

Ottone II aveva come progetto quello di conquistare le terre bizantine e quelle musulmane dell'Italia meridionale. Il proggetto fallì quando nel 983 Ottone II muore in una battaglia contro i saraceni. Lui aveva però un figlio che, essendo ancora piccolo, quando il padre morì dovette aspettare il 996 per salire al trono con il nome di Ottone III.

Ottone III

Ottone III ebbe come maestri nella sua educazione i più grandi uomini di scienza come Gerberto d'Aurillac, così colti da essere scambiati per dei maghi. Servendosi del privilegio di Ottone creato dal nonno, nominò papa Silvestro II nel 999. Loro avevano un progetto, quello di stabilire una respublica christiana in modo da ristabilire la potenza di Roma facendo una renovatio imperi in cui si diceva che tutti i re della terra dovessero stare sotto il controllo di un unico imperatore. Il progetto sebbene fallisca politicamente (Ottone muore), proseguì religiosamente gazie alla Abbazia di Cluny (Borgogna) nella quale si seguirono nuove funzioni liturgiche costituite da nuovi culti dei santi e da nuovi riti di suffragio

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