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La formazione dei Regni
Dopo Carlo Magno, l'Impero è retto dal figlio Ludico Pio, ma alla su morte è diviso fra i suoi tre i figli: Lotario, re d'Italia e Lotarginia, cui spetta il titolo imperiale; Carlo il Calvo e Ludovico, cui controlleranno rispettivamente i domini occidentali e quelli orientali.
Carlo il Grasso, figlio di Ludovico il Germanico, riunifica per qualche tempo l'Impero, ma alla sua morte la divisione diventa definitiva.
Inizia a formarsi il Regno di Germania, mentre il Regno di Francia prende avvio nel 987 con la dinastia dei Capetingi.
L'Italia infine resta divisa in numerosi centri di potere rappresentati dalla Chiesa, dai Bizantini e da potenti feudatari.
La nascita dei feudi
Si chiama feudalesimo il sistema politico e sociale che si consolida progressivamente nell'Europa dell'Alto Medioevo, quando esigenze militari e politiche spingono i sovrani a instaurare legami personali con i principali guerrieri, nobili ed ecclesiastici del proprio regno. Il legame consiste in una promessa di fedeltà e servizio che il re riceve dai suoi sottoposti e che prende il nome di vassallaggio.

In cambio il re concede al vassallo l'usufrutto di un terreno chiamato beneficio o feudo, oltre a una serie di immunità.
I principali vassalli suddividono poi ulteriormente le terre loro assegnate per affidarle ai propri parenti e cavalieri.
Il feudo, in linea di principio, deve essere restituito al re o al signore se il vassallo viene meno alle promesse, ma più spesso il vassallo tende a considerarlo un possesso stabile: lo testimoniano il capitolare di Quierzy e la Costituzione dei feudi.
Il ruolo della Chiesa
Gli imperatori scelgono come feudatari anche uomini di Chieda, creando cosi la figura del vescovo-conte.
Ma in questo modo la Chiesa, che già possiede patrimoni considerevoli per effetto di donazioni di terre e ricchezze da parte dei fedeli, viene coinvolta in questioni politiche e d'interesse che ne compromettono la stabilità: si diffonde la simonia:la compravendita delle cariche ecclesiastiche.
L'incastellamento
L'ordinamento feudale produce una frammentazione politica che, a tutti i livelli della gerarchia, rende i feudatari sempre più autonomi dal vertice. Inoltre molti di essi, per difendersi da incursioni e attacchi, si costruiscono un castello. Questo aggrava il particolarismo e determina la situazione che alcuni storici definiscono di anarchia feudale,nella quale ogni feudatario si comporta come il sovrano di un piccolo regno indipendente e attorno al castello si sviluppa il borgo fortificato abitato dai suoi sudditi.
La società e le Istituzioni feudali
La società feudale ha una struttura piramidale, con al vertice il re, i grandi feudatari, al di sotto della piccola nobiltà e infine il popolo, composto in gran parte da contadi, ridotti a "servi della gleba".
Gli artigiani, che contribuiscono all'autosufficienza economica dei feudi, occupano un posto intermedio tra nobili e contadini.

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