Ominide 50 punti

Le Crociate

La riscossa della cristianità: il fenomeno delle crociate si estende dalla fine del XI secolo alla fine del XIII. Le crociate furono un fenomeno di massa che non coinvolsero solo i grandi signori feudali ma anche folle di persone di ogni classe sociale, come bambini, poveri e pastorelli. Le crociate erano causate dallo spirito religioso, che portava i crociati a liberare la Terra Santa dagli infedeli, ma anche da motivi economici, come quello da parte dei feudatari minori di ritagliarsi in Oriente uno spazio che in patria gli era precluso. I grandi signore feudali partivano per le crociate dopo aver pronunciato in chiesa il voto solenne di sacrificarsi per la difesa della Terra santa. Ai crociati era garantita la remissione dei peccati e in caso di morte il paradiso. Per i crociati Gerusalemme era una città celeste, dove era morto il maestro della chiesa cristiana, ed era considerata un luogo meraviglioso.


La crisi dell’impero bizantino: le crociate ebbero diversi effetti tra i quali quello di favorire con una grande impresa comune l’identità della società europea. Per i coricati il mondo arabo era “l’altro”: gente lontana, con lingua e religione diversa. Il confronto con il mondo orientale, più progredito rispetto all’Europa, non fu solo distruttivo, ma contribuì ad allargare gli orizzonti della civiltà europea. Ci furono anche risultati economici: le crociate consentirono ai mercanti europei di stanziarsi in oriente e determinarono l’arricchimento dell’Europa e in particolare dell’Italia. Le crociate sconvolsero anche l’equilibrio politico del Vicino Oriente: l’impero bizantino, anch’esso considerato eretico perché praticante la religione ortodossa, fu disgregato; così venne aperta la via ai turchi.


Le cause:a causare le crociate fu l’indebolimento dell’impero Bizantino. Esso fu conquistato in Oriente dai turchi, un popolo nomade di fede musulmana, e cadde anche in Italia con l’ascesa dei Normanni.


La prima crociata: in seguito all’appello di Urbano II di riconquistare il S. Sepolcro a Costantinopoli si raccolsero i contingenti crociati, costituiti dall’alta feudalità francese e normanna: tra gli altri anche Goffredo di Buglione. La crociata fu finanziata dall’imperatore Alessio Comneno che voleva in cambio le terre bizantine cadute in mano turca. Giunti sulla sponda turca i crociati marciarono sul territorio nemico, assediando la città di Nicea, in mano ai turchi, dove i cittadini si arresero. In seguito i crociati sconfissero i turchi in una grande battaglia a Dorileo, e conquistarono nel 1098 la città di Antiochia grazie al tradimento di una guardia. I crociati che si erano impadroniti della città furono a loro volta assediati da un esercito di turchi che riuscirono a mettere in fuga. Infine nel luglio del 1099 conquistarono anche Gerusalemme massacrando tutti gli abitanti musulmani. Le terre conquistate restarono ai comandanti crociati, contrariamente ai patti stabiliti con i bizantini. Questi avamposti cristiani erano particolarmente fragili perché l’esercito crociato sciogliendosi aveva lasciato le frontiere esposte agli attacchi nemici e perché gli stati Orientali furono organizzati dai crociati infeudando ampie aree ai fedeli dei condottieri: questa struttura, come era successo già in Europa, era fragile e impediva la costruzione di uno stato forte. Ogni anno dall’Europa partivano uomini per andare ad aiutare i compagni in Terra Santa i quali si adattarono gradualmente al nuovo ambiente. Per provvedere alla difese delle terre conquistate furono organizzati contingenti scelti di cavalieri, noti come ordini cavallereschi che si impegnavano a difendere il Santo Sepolcro. Col tempo il loro potere aumentò e prese un importanza politica nel quadro Europeo. I più importanti ordini cavallereschi erano gli ospitalieri, i cavalieri teutonici, i cavalieri di S. Giovani e soprattutto i Templari che prendevano il nome dal Tempio di Salomone, dove avevano la loro sede. L’ordine dei templari era organizzato su basi feudali: nessuno che non fosse di nobile nascita poteva essere arruolato tra i cavalieri, benché ci fossero persone comuni che si occupavano per esempio della conduzione delle proprietà terrieri e della cura dei cavalli. I templari furono la spina dorsale dal punto di vista militare di Gerusalemme; essi erano sottoposti a una disciplina rigorosa ed erano addestrai a combattere. I templari, grazie alle offerte provenienti dall’Europa, costruirono un poderoso sistema di castelli. La seconda e la terza crociata svoltesi nel XII secolo servirono a difendere a malapena ciò che restava degli stati cristiani. Nella quarta crociata furono evidenti le spinte economiche: ci fu un saccheggio di Costantinopli, guidato da Venezia, la quale ebbe un enorme guadagno economico e fu fondato sulle rovine dell’impero bizantino l’impero latino d’Oriente che durò circa mezzo secolo. Le altre quattro crociate condotte nel secolo XIII non portarono a nessun risultato. Fu attaccato l’Egitto e dopo la conquista della città di Damietta i crociati furono sconfitti. L’età delle crociate terminò con l’acquisizione di Gerusalemme, che rimase nelle mani cristiane solo per pochi anni, per vie pacifiche.


I movimenti ereticali: in seguito alla contestazione sorta dai fedeli laici che avevano posto il problema di una purificazione dell’istituzione ecclesiastica si formarono alcuni movimenti condannati come ereticali. I valdesi, i quali mettevano al centro di questa riforma il tema della povertà, detti anche Poveri di Lione, si diffusero dalla Francia anche in Lombardia. La loro protesta si univa anche alla predicazione della penitenza, e alla spiegazione in lingua volgare della Bibbia. La persecuzione da parte della Chiesa fu dura ma nonostante ciò i valdesi sopravvissero. I catari si erano diffusi in Europa in seguito ai contatti con l’Oriente avvenuti nelle crociate. Contro di loro fu dura e totale la repressione.
I nuovi ordini monastici: un contributo alla guerra della chiesa contro gli eretici fu recato dai nuovi ordini mendicanti, quello dei frati minori e quello dei predicatori. L’idea fondamentale dei minori, Francesco d’Assisi, era la proposta della povertà come radicale scelta di vita, ma anche la fratellanza di tutti gli uomini. La regola di Francesco fu approvata da papa Onorio III nel 1223. i francescani conobbero un grande successo e si diedero un’organizzazione robusta. I frati abitavano nei grandi conventi dell’Europa e facevano della predicazione e dell’insegnamento la loro principale attività. Dopo la morte di Francesco l’ordine si divise in due ali, una che proponeva la povertà assoluta e l’altra una povertà più limitata. Tra le due fazioni si crearono dissensi placati dapprima da Bagnoregio, teologo, e poi ripresi. I domenicani furono fondati da un nobile casigliano, Domenico di Guzman. Egli si dedicò a combattere l’eresia catara con la predicazione, ottenendo da papa Onorio III nel 1217 la bolla che riconosceva la validità della predicazione dei domenicani e della lotta da essi intrapresa contro i movimenti eretici. A Parigi la sede dei domenicani prosperò rapidamente, regolata da norme precise. Comune dell’ordine domenicano e di quello francescano era l’abbandono della stabilitas loci (l’abitazione stabili): i frati potevano spostarsi da una sede all’altra per predicare, insegnare o assolvere i loro incarichi.

Registrati via email