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Il Trecento fu un secolo particolarmente critico e transitorio. In questo periodo, infatti, si susseguono una serie di catastrofi naturali, causate dall'imprevedibile cambiamento climatico. Questa situazione comportò molte conseguenze negative e l'instaurarsi di una serie di reazioni a catena: improduttività del terreno, che mise in crisi l'economia e causò carestie che a loro volta indebolirono la popolazione. Per esempio, si diffusero molto epidemie, tra cui la peste nera o bubbonica, proveniente dall'Asia. In breve tempo si annidò nella popolazione una crisi morale: i legami sociali verso gli appestati si dissolvevano, i malati venivano abbandonati a loro stessi, indipendentemente da possibili legami affettivi o di parentela.
La medicina non riusciva a spiegare le cause della malattia e l'ignoranza che albergava in quel periodo indusse gli uomini a credere che si trattasse di una punizione divina per i peccati commessi degli uomini. Perciò, gli appestati venivano considerati peccatori, delle persone dalle quali stare alla larga.

Dal punto di vista politico, invece, in questo periodo assistiamo al crollo degli universalismi (ovvero il papato e l'impero), per passare al particolarismo; in quanto nascono e si sviluppano degli Stati nazionali (in particolare la Francia è l'Inghilterra), e le corti.

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