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Dalla crisi medievale a Carlo Magno

Tra il VII e il X secolo d.C. c’è l’alto Medioevo. Si pongono le basi per una nuova organizzazione della società detta sistema feudale.
L’Europa Occidentale era in una crisi ed in decadenza profonda. C’era una grande flessione demografica a cui contribuivano le guerre dei secoli precedenti e il diffondersi della peste. Le zone maggiormente colpite dalla peste nel VI secolo erano tutto il Nord Italia fino al Lazio, la penisola iberica nella fascia costiera, la Provenza. L’Europa Mediterranea era decimata dalla fame, dalle carestie, dalla peste; la popolazione abbandona la città e regredisce.
Nell’Europa continentale, toccata in minor modo dalla peste, l’agricoltura fiorì, si svilupparono nuove tecniche come la rotazione triennale e l’aratro pesante, il quale garantì la possibilità di coltivare nuove terre. Il sistema produttivo principale era, però, il latifondo in mano a nobili, a una aristocrazia terriera molto potente, che, però, non aveva un riconoscimento ufficiale. Erano gli eredi dell’aristocrazia romana e accanto a loro c’erano i vescovi, che erano molto ricchi e non avevano il problema di grantire il territorio perché i loro figli erano illegittimi. Si sviluppa il passaggio tra il sistema schiavistico a quello servile, risposta alla crisi di quel sistema. C’era una massa sempre crescente di persone che si indebitavano o che sceglievano di mettersi al servizio di un signore. Le ragioni erano:

1. l’insostenibilità della pressione fiscale;
2. clima di violenza generato dalla miseria, che rende precaria l’esistenza.
Gli uomini che si assicuravano ai signori chiedevano protezione e assistenza e in cambio di ciò venivano sottomessi. L’accomodazione è l’atto di sottomissione che compie un uomo libero in cambio di protezione. In questo modo si diventava servi: tutta la famiglia era legata al padrone e non c’era possibilità di riscatto.
Il rapporto tra servo e padrone era un contratto: il signore deve al servo:
1. protezione sua e dei familiari;
2. non gli deve garantire il cibo in condizioni ordinarie, deve prendere il cibo trattenendo una parte del suo lavoro. Deve, però, sfamarlo in caso di carestie;
4. deve garantire la “giustizia”: ogni signore stabiliva le sue leggi.
Il servo ripagava il signore:
1. dando gran parte del suo raccolto;
2. dando prestazioni gratuite di lavoro (corvees).
Il sovrano divideva la terra in unità di gestione chiamate villae o curtis (il sistema economico era definito cuurtense). Ogni villa era formata da un centro fortificato urbano in cui c’erano l’abitazione del signore, i suoi domestici, l’abitazione della guardia armata, una chiesa dei magazzini, dimore di lavoratori e artigiani.
L’artigiano produceva per soddisfare il bisogno di utensili della villa. Non esisteva più di un mercato urbano.
Fuori dal centro urbano c’era un’estensione di terre con i servi che lavoravano i mansi. La loro condizione era di estrema miseria. Il sistema feudale si diffonde in Europa perché estremamente legato al regno dei Franchi. I Franchi nel 435 diventarono federati dell’Impero, si occuparono di difendere la Gallia. Clodoveo nel 481 fonda la dinastia Merovingia e verso la fine del secolo c’è la conversione dei Franchi al Cristianesimo. I Franchi diffondono una concezione patrimoniale dello stato: il re era proprietario dello stato e alla sua morte doveva dividere le terre tra i figli. Inoltre il re era il più ricco tra gli aristocratici e aveva dunque più terre e più uomini, che avevano compiti anche di carattere militare. Ogni altro nobile poteva mettersi in competizione con lui. Nasce un uovo tipo di rapporto a carattere personale: degli individui si pongono volontariamente al servizio del sovrano (antrusiones) in cambio di determinati privilegi.
Trustis: Comitatus
Tacito: il comitatus era costituito da un gruppo di soldati che servivano un signore.
Gli Antrustiones si mettevano a servizio di un signore secondo un contratto che prevedeva speciali diritti per l’Antrustiones, quali, per esempio, il diritto di vendicare l’omicidio di un Antrusiones, riservato alla famiglia del defunto, secondo un sistema di faida. La fusione tra Antrustiones e Commendatio portò al vassus o vassallo, uomini liberi, ma legati al sovrano indissolubilmente.
Nel 511 muore Clodoveo e si formano quattro regni: Burgundia, Austrasia, Aquitania, Neustria. In questo periodo storico il maggiordomo acquista importanza mostruosa: nell’Austrasia un maggiordomo appunto, Pipino di Heristal conquista il potere e la Neustria. Morto Pipino suo figlio illegittimo, Carlo Martello, eredita il potere e fonda la dinastia Carolingia. Martello, oltre a essere ricordato per aver fermato l’avanzata araba in Europa, è stimato come il sovrano che più si affidò al sistema vassallatico, legando a sé un imponente esercito di cavalieri a cui diede in dote all’investitura un appezzamento di terreno, anche le terre da fondi ecclesiastici in Gallia. Riuscì ad estendere i confini del proprio regno e nel 752 nella battaglia di Poitiers ferma i Mussulmani. Tutti i nobili si circondano di vassalli concedendo a loro un feudo. Nasce una nuova classe sociale: la cavalleria feudale. Essi dovevano essere professionisti di guerra: dovevano avere la possibilità di avere e mantenere un cavallo, armi, corazze e servitù. Era un corpo di professionisti che aveva bisogno di grande stabilità finanziaria. Si diffonde l’ideale dell’onestà e del coraggio del cavaliere che in realtà era violento e sanguinario. Erano così sanguinari da non poter sottrarsi alla lotta fisica nemmeno nei periodi di pace e partecipavano a giostre e tornei anche per tenersi in allenamento.
Alla cavalleria franca si devono:
- L’invenzione della staffa (appoggio per i pied ) e di scudi pesanti;
- armature metalliche usate dal cavaliere e dal cavallo.
Oltre al combattere a cavallo, i Franchi riprendono dai barbari il modo di attaccare, confuso, vago, sparso.
L’esercito era mediamente formato da 4000 – 5000 cavalieri. Assumono ora il potere i Pipinidi: nel 741 Carlo Martello muore e gli succedono i figli Carlo Manno e Pipino il Breve. Carlo Manno scelse la vita monastica e Pipino rimase solo al potere. Con lui si consolidò il rapporto con la Chiesa e si comincia a delineare il rapporto che avverrà poi. Nel 751 si fece acclamare re dall’esercito. Nel 754 il Papa Stefano II lo nominava tale. Pipino conquista territori ai Bizantini (Marche) e li consegna alla Chiesa. Nel 769 muore. Succedono a lui Carlomanno e Carlo, che poi verrà chiamato Magno. Nel 771 Carlomanno muore e Carlo Magno avvia una politica espansionistica. La formazione del Sacro Romano Impero sarebbe una casuale e fortunata assimilazione di territori. Nel 774 sconfigge Desiderio, re dei Longobardi, ma non strappa quelle terre al dominio dell’aristocrazia locale, infatti opta per legare a sé la vecchia aristocrazia Longobarda. Tuttavia questa azione si dimostra masochista, poiché ha un debito di terre con i vassalli alleati. Perciò intraprende nuove conquiste nella Francia Meridionale, Spagna, Sassonia. I Sassoni erano pagani: Carlo Magno disse che la sua compagna contro di essi era anche di Evangelizzazione. Nell’area del Danubio c’erano gli Avari che furono sterminati. Nella guerra contro i Sassoni in un giorno furono decapitate 800 persone. Nella notte di Natale dell’800 fu incoronato dal papa Leone III imperatore del Sacro Romano Impero. Successivamente i papi rivendicavano la loro supremazia sull’imperatore ricordando che fu il papa ad incoronare Carlo Magno. Nella concezione medioevale il potere si dispone su un asse verticale: dunque papa e imperatore non potevano avere pari poteri. Quando Carlo Magno si fece incoronare, il suo potere era molto più grande rispetto a quello del Papato. Il sistema vassallatico si declinò: il vassallo nominava il valvassore, egli nominava il valvassino a impoverire tutta la società. L’impero fu diviso in Contee e Marche. Le marche erano più militarizzate, erano a ridosso dei confini. Conti e Marchesi erano i maggiori vassalli e avevano poteri immensi. Inoltre c’erano i Missi Dominici che controllavano l’andamento delle Marche e delle Contee e portavano le leggi istituite dall’imperatore. Le raccolte di leggi erano dette capitolari; per far le leggi Carlo Magno chiamava in assemblea i vassalli, che contribuivano con la loro formazione. Il rapporto con la Chiesa era positivo ed era buono anche il rapporto con l’Oriente. Ebbe rapporti pacifici anche con i Mussulmani. Carlo Magno formò attorno a sé una classe ingente: era il momento della rinascenza Carolingia: era una politica culturale. Prese dei monaci e li mise al servizio di Alquino, monaco inglese, e gli diede il compito di istruire la sua classe dirigente. Voleva che conoscessero il latino, che non era più parlato dalle masse che parlavano lingue romanze. La lingua ufficiale era il latino.

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