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LA CRISI DEL 300

Dall’inizio del XIV secolo ci furono grandi carestie e un enorme incremento della mortalità, di conseguenza ci fu un brusco arresto della crescita demografica. Ciò accadde perché la spinta verso l’espansione dei terreni coltivabili si andò esaurendo, sia per le difficoltà di creare vie di comunicazione sia per gli effetti stessi del disboscamenti, la mancanza di legno mise in crisi le regioni che basavano la loro attività quasi esclusivamente sul legno, come l’attività edilizia, ma anche la cantieristica navale. Ma naturalmente il legno era la maggior fonte energetica dell’epoca, con il legno ci si scaldava, si faceva da mangiare e si tenevano accese le fornaci delle botteghe artigiane.
All’inizio del xiv secolo una serie di eventi climatici negativi influirono pesantemente sull’agricoltura causando una crisi produttiva,
Inverni rigidi, alluvioni portarono ad una crisi produttiva quando la domanda di cibo era più alta per l’aumento della popolazione.

A ciò va aggiunto il conflitto fra la nobiltà feudale e i contadini in rivolta, un preludio alla crisi in Italia e nel Nord Europa, dove si verificarono frequenti carestie, che causarono epidemie.

LA PESTE
La peste si diffuse a partire dal 1347 e imperversò in Europa fino alla metà del 1400. La peste è una grave infezione portata dalle pulci parassite dei topi.
All’epoca le conoscenze mediche erano impotenti di fronte alla peste. Il contagio si diffondeva nell’aria e non solo attraverso il contatto fisico, i cadaveri abbandonati rimanevano infettivi per almeno 2 giorni e la popolazione non aveva scampo.
La peste sconvolse la società dell’epoca, ci furono sommosse contro i proprietari terrieri e i ricchi signori, accusati non saper porre rimedio alla peste o anche di essere i destinatari del flagello, inviato come punizione divina per i loro peccati.
Questa ricerca del colpevole colpì particolarmente gli ebrei che furono perseguitati ad ogni ondata di diffusione del contagio.
Il mondo cristiano aveva già da tempo identificato e ghettizzato gli ebrei. Considerati nemici perché colpevoli della morte ci Cristo, il più orrendo dei crimini. Gli ebrei vennero perseguitati in vere e proprie azioni punitive collettive. La Chiesa cattolica e ortodossa lasciò che l’odio verso gli ebrei dilagasse e a volte avvallarono per primi il complotto ebraico.
Nel 1348 papa Clemente VI emanò una bolla che escludeva gli ebrei quali responsabili del contagio, le regioni erano semplici, gli ebrei morivano anch’essi colpiti dalla peste.

CONFLITTO SOCIALE A PARIGI
La pestilenza, le carestie e le difficili condizioni climatiche determinarono un collasso del mondo rurale, spingendo i superstiti ad abbandonare i campi per la città. La differenza tra i ceti meno abbienti e i ricchi era motivo di tensioni.
Eventi significativi di questa fase della vita cittadina sono la rivolta di Etienne Marcel a Parigi.
Marcel era rappresentante del popolo agli Stati Generali di Francia (1356) e scatenò una rivolta antimonarchica a Parigi.
I rivoltosi obbligarono il Delfino Carlo (il re era prigioniero degli inglesi) a firmare un documento chiamato Grande Ordinanza dove si chiedeva di concedere poteri più ampi all’Assemblea degli Stati Generali, quindi maggior potere in materia di fiscale. L’Ordinanza era una vera e propria denuncia della politica economica nobiliare francese che aveva portato al disastro militare.

LE JACQUERIES
Il crollo demografico produsse effetti devastanti anche sul piano economico, i prezzi dei cereali crollarono a causa della riduzione della domanda.
Molte terre coltivate vennero abbandonate.
Divenne difficile risquotere le tasse e i signori costringevano i contadini al lavoro.
La rabbia contadina cresceva e prese forma violenta nelle Jacqueries.
La classe agiata del Basso Medioevo e dell’età moderna temeva aveva paura delle sommosse contadine.
Questo fenomeno coinvolse le campagne italiane, inglesi e di molte parti dell’Europa, la malutrizione, le carestie, le epidemie, le guerre esasperarono le classi marginali scatenando rivolte contro i simboli del potere: i castelli e le case signorili.

IL TUMULTO DEI CIOMPI
Un grande scontro sociale fu quello fra i Ciompi (lavoratori salariati del settore tessile) e i rappresentanti dell’ordine cittadino delle Arti Maggiori.

Il potere era gestito da una Signoria insieme ad otto membri i priori e da un gonfaloniere di giustizia.
Il governo era detto “degli Otto Santi” ed era un compromesso politico tra la nobiltà e e la borghesia delle Arti Maggiori.
Il governo rappresentava i grandi mercanti a svantaggio delle Arti Minori ovvero i negozianti, gli artigiani e i commercianti al minuto. Ma più grave era la situazione dei per i lavoratori salariati soprattutto quelli del settori tessile addetti alla lavatura e pettinatura della lana, i Ciompi.
Il 21 giugno 1378 si scatenò la rivolta, le case dei ricchi vennero saccheggiate.
Il 28 giugno venne costituito il nuovo governo che non tenne conto delle rivendicazioni dei rivoltosi.
A metà di luglio i Ciompi e i rappresentanti delle Arti Minori diedero il via ad una nuova rivolta che ebbe successo e fece riconoscere tre nuove Arti che ottennero tre posti previsti dal priorato, Michele di Lando che rappresentava i Ciompi divenne gonfaloniere di giustizia.
Delusi dalla politico di compromesso con le Arti Maggiori i Ciompi scatenarono un’altra rivolta, ma si trovarono soli senza l’appoggio delle Arti minori, il 31 agosto la rivolta venne repressa e poi furono abolite le nuove Arti e i con esse i privilegi ottenuti.

I LOLLARDI
Anche in Inghilterra scoppiò una rivolta, mossa dallo stesso disagio sociale ma anche da una forte componente religiosa e da un progetto di riforma.
Iniziò tutto con le predicazioni di John Wycliffe (1330 – 1384).
Wycliffe sosteneva la priorità del messaggio biblico a scapito delle decisioni dell’autorità ecclesiastica, invitava alla disobbedienza quando i provvedimenti della Chiesa romana non corrispondevano alle Scritture.

Wycliffe voleva destabilizzare l’ordine gerarchico della Chiesa, condannava le loro ricchezze, la corruzione.
Wycliffe fondò un movimento religioso i Lollardi o poveri predicatori, che sostenevano la povertà evangelica e la condivisione dei beni. I Lollardi ottennero numerosi consensi dai ceti più bassi della popolazione contadina e urbana.
Il sacerdote John Ball aveva aderito al movimento e le sue predicazioni scatenarono le reazioni dell’arcivescovo di Canterbury.
Ball e il suo compagno Wat Tyler organizzarono una grande rivolta contadina con obbiettivo la confisca dei beni immobiliari ecclesiastici e il libero accesso, per la caccia e il pascolo alle terre signorili.
Per un po’ sembrava che il popolo della città appoggiasse la causa.
I contadini arrivarono fino a Londra (1381) ma la reazione nobiliare non si fece attendere e la protesta fu repressa nel sangue.
Nonostante gli insuccessi delle rivolte spesso disorganizzate e velleitarie, si intravedeva una crisi del sistema signorile in tutta l’Europa occidentale, questa crisi finì per avvantaggiare le organizzazioni contadine autonome libere da vincoli feudali.
Lo sviluppo di una classe media contadina in Francia e Inghilterra diede il via ad una trasformazione sociale ed economica.

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