Le conquiste di Carlo Magno

L’Italia non mutò destino. Dov’erano prima i duchi longobardi furono insediati i conti franchi; e furono talvolta gli stessi duchi longobardi che avevano tradito il loro re. Rimase in piedi un ducato longobardo indipendente a Benevento. Il resto dell’Italia meridionale rimase ai Bizantini che, privi d’energia, lasciavano che le città di mare facessero per conto proprio e non riuscivano a difendere le coste italiane dalle incursioni degli Arabi d’Africa. Al centro, in limiti non ben definiti, spaziava lo Stato del papa.
Ma l’Europa in breve cambiò faccia. Carlo, infatti, divenuto il difensore e propagatore della cristianità, impegnò tutta la sua vita e le energie del suo popolo in una perenne guerra religiosa contro i popoli pagani della Germania e contro i mussulmani di Spagna. Non ebbe fortuna con gli Arabi, troppo superiori ai Franchi, benché impegnasse contro essi l’eroismo dei suoi cavalieri (i paladini) in gesta meravigliose che la leggenda poi esaltò; e, nonostante le prodezze di Orlando, dovette accontentarsi della contea di Barcellona, sino al fiume Ebro. Ma riuscì, invece, ad estendere la sua conquista nel nord Europa, nelle terre germaniche e slave dove l’impero di Roma non era arrivato. Alla fine del secolo, aveva raccolto sotto il suo scettro quasi tutta l’Europa cristiana.
E allora il papa vide giunto il momento di liberarsi, una volta per sempre, dalle minacce dell’impero d’Oriente. Nella notte di Natale, che era allora il capodanno dell’anno 800, il papa Leone III incoronò solennemente in Roma Carlo come imperatore romano, facendo così risorgere, dopo oltre trecento anni, il vecchio impero di Occidente, sotto la forma di un nuovo “impero romano” della Nazione franca.

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