Conquista della terra santa con le crociate

Da quando Gerusalemme, nel 638, si era arresa al califfo, la città non era più cristiana, era musulmana. Tuttavia ai pellegrini ebrei e cristiani non era mai stato impedito l’accesso ai Luoghi Santi, che pure si trovavano in partibus infideliurn (nei luoghi degli infedeli), se si eccettua qualche sopruso o qualche iniziale atto di intolleranza che era stato rapidamente superato. I musulmani infatti — in nome del comune riconoscersi figli del Dio di Abramo — consideravano ebrei e cristiani “popoli protetti”, tanto è vero che a essi non imponevano di scegliere tra la conversione e la morte come invece facevano, in base al Corano, con i pagani. Dunque, perché le crociate? Non c’era stato niente di nuovo, urgente e immediato che giustificasse la prima spedizione della fine del XII secolo se non un’idea di resistenza e lotta armata contro gli infedeli radicata in antico nel pensiero cristiano che, come un filo, univa da tempo l’Europa da ovest a est, basti pensare all’epopea cresciuta intorno alla vittoria di Carlo Martello a Poitiers. Dalla metà dell’XI secolo i pontefici e i sovrani cattolici che si erano impegnati nella riconquista della penisola iberica dalle mani musulmane, avevano recuperato e propagandato l’idea di sant’Agostino della «giusta utilizzazione della guerra in difesa della chiesa». Le ragioni della prima crociata, dunque, non furono nelle minacce dell’islam. L’obiettivo della conquista di Gerusalemme compendiò tanti malesseri europei. La crescita demografica aveva dato vita a generazioni sbandate, espulse dalle famiglie, facile preda dell’esaltazione religiosa e di scelte radicali. Negli ambienti popolari i più giovani lasciavano le case in cerca di pane o di fortuna, in quelli signorili i figli minori ricevevano il nome del lignaggio ma non la ricchezza, in quelli borghesi i mercanti erano abituati a spostarsi, e a rischiare; in lutti gli ambienti cresceva anche il numero di persone che facevano una scelta di vita eremitica oppure decidevano di entrare in convento.
Le crociate non furono solamente una serie di guerre di religione oppure dei pellegrinaggi armati (tra l’altro non miravano a convertire gli “infedeli”), furono un aspetto spettacolare dell’espansione dell’Occidente: della crescita della sua popolazione, del fortificarsi della chiesa e di altri poteri politici, della sua espansione economica, della ricerca di nuovi spazi commerciali, di nuovi percorsi spirituali.

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