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Comuni, signorie e Stati regionali

In Italia si ebbe una grande affermazione dei Comuni, considerando che era possibile l'autogoverno dei cittadini.
Quando Federico Barbarossa, nella seconda metà del XII secolo, cercò di ripristinare il potere imperiale in Italia, scoppiò lo scontro che si concluse con il riconoscimento dell’autonomia dei Comuni. Lo stesso episodio si verificò il secolo successivo con Federico II.
Con lo sviluppo delle attività mercantili nelle città emersero nuovi gruppi sociali che aspiravano a conquistare un ruolo attivo nella vita politica, scontrandosi inevitabilmente con i vecchi governanti. In un primo momento della vita comunale sostituivano al governo i consoli che erano scelti tra i membri delle famiglie più antiche e illustri della città.
In un secondo momento il governo dei Comuni fu affidato ai podestà, ovvero delle personalità scelte fuori dai confini del Comune. Si pensava che solo questi potessero garantire un governo equidistante dalle parti, il problema che assillava i Comuni era costituito dagli scontri fra cittadini per motivi economici e ideologici; queste lotte intestine avevano trasformato la città in vere e proprie zone di guerra, i podestà sembravano poter rappresentare una personalità esterna capace di dirimere gli scontri tra le fazioni più facinorose, la fase podestarile rappresentò il primo momento di un’evoluzione istituzionale che aprì la strada all’avvento di signori e principi.

I signori principi presero inizialmente il controllo delle città e del suo contado. Successivamente alcuni di loro riuscirono ad avere il controllo di territori sempre più vasti. L’estensione territoriale di alcune città fu la premessa per la nascita degli Stati regionali che si formarono in Italia tra il 1200 e il 1500. Si trattava di Stati regionali che ebbero caratteristiche diverse rispetto agli Stati nazionali che si stavano formando in quel periodo nel resto d’Europa, come quello francese e quello inglese.
Tra la fine del 1200 e del 1400 si registrò un cambiamento del quadro territoriale: nella parte meridioonale dell'Italia vi era uno Stato unitario, alla cui guida vi era Federico II. Questo Stato, dopo la sua morte, fu controllato prima dagli Angioini e nel 1442 dagli Spagnoli. Nell’Italia centrale invece si affermò lo Stato pontificio.

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