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I comuni italiani

Il comune era un'istituzione cittadina frutto dell'associazione creata dai cittadini più ricchi e autorevoli.

Gli obiettivi dei comuni erano principalmente quattro:

1. autonomia amministrativa
2. autonomia giuridica
3. autonomia economica: libertà di commercio, di navigazione, libertà di circolazione, imporre le tasse, produrre la propria moneta ("battere moneta")
4. autonomia politica: formare un proprio esercito, dare vita ad organi di governo cittadini, emanare trattati (dichiarare guerra o pace tra gli Stati)

Nell'amministrazione del governo dei comuni vi erano:
1. Consiglio maggiore: esercita il potere legislativo (fare le leggi)

2. Arengo: assemblea di tutti i cittadini in piazza
3. 2 Consoli: erano eletti per un mandato che andava da sei mesi fino ad un massimo di un anno. Avevano sia il potere legislativo (fare le leggi) sia il potere esecutivo (mettere in pratica le leggi).

A quei tempi si credeva nel fatto che la città rendesse liberi infatti molti dei contadini legati ad un feudatario si trasferivano in città alla ricerca di fortuna in ambito lavorativo (la maggior parte lavorava in fabbriche). Stando in città per un anno e un giorno essi diventavano completamente liberi e ogni vincolo con un feudatario era annullato.

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