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Città, monarchie e poteri universali

Comuni: associazioni volontarie di cittadini che si impegnano con un giuramento a garantire il governo della città. Tramite l'amministrazione della giustizia, la riscossione delle imposte e il battere moneta. A causa di un bisogno di autonomia cercavano di espandere il proprio controllo sulle zone circostanti, chiamate contado.
Dopo la lotta per le investiture la situazione in Germania era instabile e gli imperatori non controllavano la penisola italiana. Per questo di favorirono i comuni. In Germania nacque una rivalità fra la casata di Svevia e quella di Baviera, che si risolse con l'elezione di Federico I di Svevia come imperatore, poiché imparentato con entrambe le famiglie.
Federico I si fa incoronare da Eugenio III che gli era grato per averlo fatto tornare a Roma dopo la rivolta di Arnaldo da Brescia.
Nel frattempo Milano e altre città si erano alleate per rivendicare l'autonomia ma Federico I impone le proprie condizioni e abolisce i comuni con la dieta di Roncaglia. Ma poi i comuni lombardi si ribellano di nuovo con l'aiuto di Alessandro III (che forma la lega Lombarda).

Il Papa ed i comuni vincono nella battaglia di Legnano (1176) e con la pace di Costanza tornano autonomi.
A questo punto i poteri universali erano svuotati di contenuto e si necessitava di strutture politiche più stabili. Si vengono così a formare le monarchie feudali, che prefigurano i futuri stati nazionali.
Nello stesso periodo il sud Italia era sotto il controllo dei Normanni, il cui re Ruggero II era stato riconosciuto anche re di Sicilia dal papa. Ruggero II aveva istituito come capitale del suo regno Palermo. Le repubbliche marinare (Amalfi, Pisa, Genova e Venezia) sono soffocate.
Per stipulare un'alleanza fra i due regni, Federico I fa sposare il figlio Enrico VI con Costanza d'Altavilla, erede dei Normanni. Enrico VI vuole unificare i due regni ma alla sua morte prematura sorgono nuove lotte fra coloro che parteggiavano per il papa e coloro che parteggiavano per l'imperatore.
Queste lotte si risolvono con la battaglia di Bouvines, con la quale Innocenzo III e il re di Francia Filippo Augusto vincono contro Giovanni Senzaterra (Inghilterra, voleva far eleggere imperatore Ottone di Brunswick) e eleggono imperatore d'Italia Federico II.

Sviluppi politici, movimenti religiosi e protesta sociale
Con la vittoria di Bouvines la Francia rafforza il proprio potere.
Innocenzo III bandisce una crociata contro i conti di Tolosa (Francia meridionale), accusati di aver protetto i Catari.
Alla morte del papa Innocenzo III l'impero germanico e il regno di Sicilia vengono unificati da Federico II, che per questo viene a scontrarsi con il papato.

Alla sua morte l'impero viene diviso nuovamente fra i suoi due figli.
Corrado IV: impero germanico;
Manfredi: regno di Sicilia.
Manfredi viene poi ucciso nella battaglia di Benevento e il regno di Sicilia va ai francesi di Carlo d'Angiò.
Intanto in Germania il trono rimane vacante per venti anni, fin quando fu scelto Rodolfo d'Asburgo poiché ritenuto innocuo e quindi non in grado di ostacolare l'operato dei nobili.
Però per evitare che potesse accadere di nuovo una situazione simile fu emanata nel 1356 la Bolla d'oro, secondo cui l'imperatore non doveva essere scelto dai principi ma da un collegio di sette elettori: tre ecclesiastici e quattro laici.
A questo punto l'universalismo è ormai in crisi. Bonifacio VIII scomunica il re di Francia poiché non gli si voleva sottomettere ma egli lo mette agli arresti nel suo palazzo e lo punisce con il gesto simbolico dello schiaffo di Anagni. Alla morte del papa l'imperatore si occupa di fargli succedere Clemente V e trasferisce la curia ad Avignone.
In questo periodo vengono a formarsi delle nuove eresie, non dogmatiche ma di comportamento poiché seguivano sempre la dottrina del cristianesimo ma la interpretavano e professavano in modo diverso.
Patari: denunciano la corruzione del clero e considerano privi di valore i sacramenti amministrati da preti indegni.
Valdesi : vengono chiamati anche “poveri di Lione” e furono fondati da Pietro Valdo.
Domenicani e Francescani: vengono riconosciuti dal papato.

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