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Carlo Magno e il Medioevo

Carlo Magno, venne incoronato imperatore dal papa leone III nella notte di natale del 800. Carlo Magno era figlio di Pipino il Breve, il quale aveva designato entrambi i suoi figli al trono. Carlo Magno divenne unico re dopo la morte del fratello. Dopo aver catturato il re dei longobardi Desiderio e averne sposato la figlia, assunse il titolo di re dei Longobardi. Nonostante cio non confuse mai il potere spirituale e quello temporale.
Dopo essere diventato imperatore, Carlo Magno organizzò il Sacro Romano Impero dividendolo in contee, marche e ducati, affidate rispettivamente a conti, marchesi e duchi. Le marche erano circoscrizioni di confine, le contee erano invece terre interne all’impero e i ducati erano caratterizzati da una forte identità etnica. Carlo magno mandava i missi dominaci per controllare che i suoi ordini venissero rispettati. Tuttavia vi erano delle terre immuni a questi controlli ed erano le terre di proprietà della chiesa. Con Carlo Magno e l’era carolingia si ha un rinascimento della cultura e della produzione di libri, affidati ai monaci.
Carlo Magno, per amministrare meglio i suoi territori, istituì l’ordinamento feudale; esso prevedeva un rapporto reciproco tra vassallo e sovrano. Il sovrano dava al vassallo un feudo, e in cambio quello doveva garantirgli aiuto in guerra. Questo patto era preceduto da una cerimonia detta investitura.
In seguito si venne a creare una fitta rete di rapporti vassallatico. Infatti alcune persone erano allo stesso tempo vassalli e sovrani.

L’incastellamento
Intorno al IX e X secolo l’Europa dovette affrontare invasioni barbariche. Dal momento che il potere centrale era sempre più debole, non era in grado di difendere al meglio la popolazione. La quale decise di difendersi da se. I borghesi costruirono così i castelli, che raccoglievano i contadini nei periodi di pericolo. Questi castelli successivamente divennero il simbolo dell’aumento del potere autonomo e della disgregazione del potere centrale. Per questo i borghesi erano sempre più restii a queste costruzioni.

Il sistema curtense
Nelle campagne l’economia ruotava intorno alla curtis, nelle mani dei nobili e della Chiesa. Essa era divisa in due parti tra loro intradipendenti: la pars massaricia (dove lavoravano i contadini)
E la pars dominica, nelle mani dei nobili. La curtis era autonoma e perciò aveva un’economia chiusa.

Potere pontificio e potere monarchico

Accanto all’organizzazione feudale, vi erano due tipi di poteri quello pontificio e quello monarchico.

Nel medioevo era cristiano colui che aveva ricevuto il battesimo, in tal caso doveva sottostare all’autorità del papa. Egli essendo discendente di san Pietro ne aveva ereditato anche i poteri. Questa era la giustificazione teocratica che egli dava al suo potere.
Dall’altra parte vi era il potere monarchico detenuto dall’imperatore. Egli essendo cristiano doveva sottostare alla figura del papa, il quale vedeva l’imperatore come guida mandata per dare aiuto al papa. Nessuno oltre al pontefice doveva intromettersi negli affari della Chiesa, e secondo l’imperatore il clero doveva detenere solo il potere spirituale e non quello temporale. Questo continuo contrasto di potere genera nel 1045 alla lotta per le investiture dei vescovi. Questa lotta vede da una parte i papato con Gregorio VII e dall’altra l’impero con Enrico IV. Tutto comincia quando il papa emana il dictatus Papae nel quale descrive gli obblighi che l’imperatore ha nei confronti del pontefice. Di risposta Enrico IV dichiara decaduto il papa, e quest’ultimo lo scomunica. La scomunica slegava i cittadini dall’obbligo di ubbidire all’imperatore. Enrico IV dovette così chiedere perdono al papa, il quale ritirò la scomunica. Ma successivamente ripresero le ostilità. Nel 1122 i rispettivi successori arrivarono ad una tregua e venne emanato il concordato di Worms, il quale attestava che il papa aveva il diritto di nominare i vescovi e l’imperatore poteva decidere se affidargli o meno incarichi politici. In questa lotta anche il popolo fu coinvolto, il Quale si divise in due fazioni: guelfi (sostenitori del papa) e ghibellini (sostenitori dell’imperatore)

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