Odoacre

Quando nel 476 cadde l’impero d’Occidente, l’Europa romana era già da tempo suddivisa in regni romano-barbarici:
in Spagna i Visigoti, nella Gallia del sud ancora i Visigoti, nella valle del Rodano i Burgundi, nella Gallia del nord — a cavallo del Reno — i Franchi e gli Alamanni; nel territorio di Parigi, fra la Marna e la Senna, s’era formato un regno indipendente, il regno di Soissons, con a capo un generale romano, Siagrio. Le coste occidentali dell’Africa erano dominate dai Vandali.
L’Italia no, non era stata ancora invasa stabilmente da popoli barbari, ma era divenuta la sede dell’esercito. Il generale Odoacre, dopo aver deposto l’ultimo imperatore, Romolo Augustolo, ne prese il comando, appunto come capo dell’esercito, in nome dell’imperatore d’Oriente. Egli lasciò il governo nelle mani dei Romani e si limitò ad immettere nel possesso delle terre (di un terzo delle terre d’Italia) i suoi soldati, come si usava fare nei paesi di confine, dove gli eserciti risiedevano stabilmente. Forse le popolazioni nemmeno s’accorsero del mutamento. Un imperatore come Romolo Augustolo, non faceva molta differenza che ci fosse o non ci fosse; e i soldati in Italia purtroppo già c’erano e campavano alle spalle dei contadini. Era meglio, dunque, che si assegnassero loro terre in proprietà, togliendole ai latifondisti, che ne possedevano anche troppe e non le facevano coltivare.
Ma con Odoacre l’Italia cominciò ad esser considerata come un Paese a sé, staccato dalle altre terre dell’impero, senza privilegi di superiorità, ma anche senza vincoli di dipendenza; e da Odoacre perciò alcuni storici fanno cominciare la storia dell’Italia indipendente: non certo come unità di popolo, ma come unità di territorio nei suoi confini tra le Alpi e il mare.
In verità questi confini Odoacre li intese in maniera poco precisa e un po’ troppo larga, e non solo occupò la Sicilia, scacciandone i Vandali che la stavano invadendo, ma portò le sue milizie a nord, oltre il Brennero, nel Nòrico, dov’è l’odierna Salisburgo, e ad est, oltre l’Adriatico, mise piede in Dalmazia e s’inoltrò oltre le Alpi Dinariche, sino ai territori danubiani dell’odierna Belgrado, che l’imperatore d’Oriente aveva assegnato al popolo degli Ostrogoti.
Questa brama smodata d’espansione gli fu fatale, perché l’imperatore d’Oriente, a un certo punto (488) gli avventò contro gli Ostrogoti, capeggiati dal re Teodorico, il quale lò assediò a Ravenna e lo uccise di propria mano nel 493.

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