Unione delle corone di Aragona e Castiglia

Nel 1469 i regni di Castiglia e di Aragona furono definitivamente uniti traverso il matrimonio tra Ferdinando II re di Aragona, e Isabella, da un anno appena regina di Castiglia. Si noti, tuttavia, che a questa unificazione non corrispose, come accadde invece in Francia e in Inghilterra, una progressiva unificazione anche del sentimento nazionale: in Spagna la popolazione continuò a sentirsi castigliana o catalana, e non spagnola. La Castiglia era appena uscita da un periodo di sanguinosi scontri dinastici che sarebbero subito ripresi, per concludersi nel 1479. Nel 1492 le forze congiunte di Aragona e Castiglia ebbero la possibilità di riprendere l’offensiva antimusulmana ed ebbero la meglio sulle ultime roccaforti arabe in Spagna: dopo un lungo assedio Granada cedette e i re cattolici entrarono nella città. Il 1492 è la data simbolo della fine della riconquista delle terre musulmane di Spagna da parte dei cristiani. Granada, che era stata una delle città più grandi di Spagna, con circa 150 000 abitanti nel Duecento, ne contava, in quel momento, appena 50 000. Si trattava di una popolazione molto varia: in prevalenza musulmani (anche perché vi si erano via via rifugiati coloro che erano fuggiti dalle altre zone dell’Andalusia occupate dai cristiani), ma anche ebrei (un centinaio di famiglie) e cristiani. Nei capitoli della resa di Granada furono inserite clausole per garantire il rispetto delle abitudini di vita, religione e lingua, e delle proprietà della popolazione musulmana che decideva di rimanere nella città; fu data a chi la volesse la possibilità di vendere i propri beni ed emigrare al di là del mare, in Africa settentrionale, entro tre anni. Che sorte ebbero i musulmani, e furono la maggioranza, che decisero di rimanere? Dapprima i sovrani spagnoli si limitarono a considerarli mudéjares, che significa “maomettani vassalli del re cristiano”, poi cominciarono a violare gli accordi e si dettero a stimolare l’immigrazione di cristiani nella città e a incoraggiare le conversioni al cristianesimo, provocando reazioni violente nella popolazione musulmana che viveva nel quartiere dell’Albaicin (1499).

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