Gli Arabi vengono fermati

Nel 717, gli Arabi varcavano i Pirenei e assediavano Costantinopoli: stringevano, cioè, l’Europa come nella morsa d’una tenaglia. Ma l’Europa si salvò. L’impero bizantino resistette e così riservò a se stesso la missione di civilizzare il mondo slavo fino agli Urali; e, in occidente, a Poitiers (leggi: Poati), nel cuore della Gallia, gli Arabi furono sconfitti dai Franchi e ricacciati a sud dei Pirenei. Con quella vittoria i Franchi meritarono (e mantennero per un paio di secoli) un posto di primo piano nella politica europea.
Erano un popolo d’origine germanica, insediato prima delle invasioni presso la foce del Reno. Nel 406, quando il confine del Reno fu rotto, strariparono anch’essi di qua dal fiume, insieme con altre popolazioni, conservando le loro costumanze barbariche, senza addolcirle con influssi romani o cattolici. Alla fine di quel secolo, tra il 481 e il 511, un grande re convertito al cattolicesimo, Cbdoveo, li aveva condotti ad occupare tutta la Gallia, ad eccezione della valle del Rodano ov’erano i Bugundi; ed in seguito, avevano occupato anche quella. Tanta forza e fortuna eran venute loro, oltre che dalla travolgente violenza, anche dal fatto che, tra i barbari, erano l’unico popolo cattolico protetto dal papa; sicché le loro conquiste parvero opere benedette, «gesta Dei per Francos s, imprese di Dio operate per mano dei Franchi. Anche l’impero d’Oriente li appoggiava: vedemmo già i Bizantini spalleggiare Clodoveo, quando nel 506 affrontò i Visigoti sfidando le ire del re ostrogoto Teodorico.
Morto Clodoveo, s’erano poi disuniti ed impigriti nella loro rozzezza; sicché per tutto il secolo VI e VII poco si sente parlare di loro. Ai primi del secolo VIII essi sono divisi in due regni, Austrasia e Neustria, capeggiati da re che non fanno e non contano nulla, i «re fannulloni »; e i due regni hanno, invece, un unico ministro, Pipino di Héristal, che conta più dei due re messi insieme. Il figlio di questo ministro, Carlo Martello, sconfisse nel 732 gli Arabi a Poitiers, e si conquistò così il merito d’aver salvato la civiltà cristiana dell’Europa.
Era naturale che prima o poi questo potente ministro prendesse il posto dei re consacrati. Il papa stesso si persuase che la corona di Clodoveo, meglio che sulla testa di re fannulloni, sarebbe stata sulla testa di un ministro esperto e capace; e nel 753 si mosse apposta da Roma per incoronare re dei Franchi il figlio di Carlo Martello, Pipino, che fu detto «il Breve» per la sua bassa statura.

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