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IL RUOLO DELL’IMPERO

L’Impero e la civiltà bizantina fiorirono nell’area del bacino del Mediterraneo, dove si era sviluppata la civiltà romana.
L’area bizantina confinava con l’Impero persiano dei Sassanidi e, successivamente, con i territori della nuova potenza islamica.
L’Impero, inoltre, nei secoli IV-V, resse l’assalto delle prime invasioni barbariche e, nel VI secolo, fu in grado di riconquistare parzialmente l’Occidente.
L’Impero resistette a lungo all’ulteriore espansione araba e a quella persiana e nei secoli successivi, respinse altre invasioni barbariche.

L’EREDITÀ ROMANA

Alcuni storici considerano la storia dell’Impero d’Oriente come semplice continuazione e decadenza dell’Impero romano.
Anche se gli imperatori di Costantinopoli si facevano considerare come imperatori romani, essi fecero diventare Costantinopoli una vera e propria monarchia orientale.

I FATTORI DI POTENZA

Elementi che consentirono all’Impero bizantino di durare per circa mille anni:

POTERE ASSOLUTO DELL’IMPERATORE
Potere POLITICO dell’imperatore che: Potere RELIGIOSO dell’imperatore che:
• controlla un esercito organizzato e forte;
• è affiancato da una burocrazia centralizzata ed efficiente;
• è sostenuto da un abile corpo diplomatico. • è il rappresentante di Dio in terra;
• nomina il Patriarca;
• interviene nelle questione dottrinali (cesaropapismo)


Altro elemento essenziale di potenza fu l’eccezionale prosperità economica, basata sul commercio con l’Oriente.

LA DECADENZA

Verso la metà del VII secolo, i domini bizantini del Nord Africa e del Medio Oriente vennero accaparrati dalla rapidissima espansione islamica. Possiamo dire che l’Impero d’Oriente cadde definitivamente verso la metà del XV secolo, quando i Turchi assediarono Costantinopoli.

LA CAPITALE DELL’IMPERO

I Bizantini chiamarono Bisanzio “regina delle città”, poiché la città espresse tutto il suo splendore e la sua potenza in un periodo in cui le città dell’Occidente erano ridotte a poveri villaggi quasi disabitati.
A Costantinopoli convissero diverse città: quella politica, quella produttiva e commerciale, quella religiosa, quella militare, quella intellettuale, artistica e dei divertimenti ed infine quella del lusso sfrenato e del piacere.

LA BISANZIO COMMERCIALE E INDUSTRIALE

Lungo l’arteria centrale, c’era il quartiere dei bazar, diviso per settori. C’erano cambiavalute, mercanti di tele e sete, venditori di profumi ecc…
Tutti i lavoratori erano raggruppati in corporazioni, e lo Stato controllava rigorosamente la fabbricazione dei prodotti e la loro vendita.
Al porto si agitava un’immensa folla proveniente da tutte le parti del mondo.
La posizione di Costantinopoli era ideale per il commercio.
Fiorì anche la produzione artigianale di manufatti pregiati ed oggetti di lusso. Simbolo della potenza economica dell’Impero fu il bisante, la moneta d’oro che dominò i mercati fino ai secoli X-XI.

LA BISANZIO RELIGIOSA

Una delle più belle chiese di Bisanzio era quella di Santa Sofia (oggi moschea) fatta costruire da Giustiniano.
Un’altra chiesa importante era quella dei Santi Apostoli con le sue cinque cupole.
Le chiese erano teatro dei riti del cristianesimo orientale.
Particolarmente sentito era il culto delle reliquie dei santi. Tutto attorno alle città, inoltre, sorgevano numerosi monasteri e grandi centri culturali che erano meta di lunghi pellegrinaggi da tutte le regioni dell’Impero.

LA BISANZIO MILITARE

Quando Roma fu saccheggiata da Alarico nel 410, a Costantinopoli l’imperatore Teodosio II decretò tre giorni di lutto e diede inizio alla costruzione di una triplice fila di potenti mura difensive.

LA BISANZIO INTELLETTUALE

La città offriva ai visitatori un colpo d’occhio incomparabile per la bellezza dei suoi monumenti, nei quali era ancora presente lo stile greco classico.
A corte vivevano artisti di ogni genere. Oltre a questi, sotto Giustiniano, Costantinopoli contò sulla presenza dei massimi studiosi di diritto romano.

LA BISANZIO DEI DIVERTIMENTI

A Bisanzio, il più importante centro di divertimento e di spettacolo era l’Ippodromo. Inoltre, c’erano le rappresentazioni teatrali.

I DOTTI BIZANTINI

La solida formazione scolastica di una classe dirigente competente e organica al regime, rappresentò uno dei primi punti di forza nella storia dell’Impero, e gli permise di non venire travolto nei periodi di crisi.

L’EREDITÀ CULTURALE GRECA
Di fondamentale importanza fu l’attività di recupero e salvataggio delle principali opere della cultura greca.
Per secoli i dotti bizantini si impegnarono nella trascrizione e nel commento di opere classiche e profane, oltre che ecclesiastiche e religiose.

L’ARTE

Con i bizantini si ottennero risultati artistici estremamente originali e creativi nell’ambito dell’architettura e della decorazione, dove raggiunse un’estrema importanza il mosaico.

IL POTERE TEOCRATICO DI GIUSTINIANO

L’imperatore Giustiniano regnò per un trentennio. Lo zio Giustino I lo aveva chiamato presso di sé e designato suo successore.
Sposò Teodora,la quale esercitò una notevole influenza sulla sua azione politica.Giustiniano seppe interpretare e continuare la linea iniziata da Costantino,sacralizzando,alla maniera orientale,la funzione imperiale: il sovrano deteneva un potere assoluto che gli derivava direttamente da Dio, secondo la concezione teocratica del potere che caratterizzò per secoli l’Impero bizantino.

Egli rappresentava l’Impero,ne incarnava la potenza sacra.
La sua apparizione in pubblico doveva rispondere alle regole di un preciso cerimoniale ed il culto dell’imperatore coincideva col culto dello Stato.

IL PROGETTO DI RIFONDAZIONE DELL’IMPERO

La politica di rafforzamento del potere personale dell’imperatore si congiunse con eccellenti qualità intellettuali.
In questo suo progetto di rifondazione dell’Impero universale,romano e cristiano,furono determinati anche gli abili collaboratori e consiglieri di cui si circondò:
• il condottiero Belisario che conquistò l’Africa;
• il generale Narsete che portò a conclusione la guerra Greco-Gotica in Italia;
• il giurista Triboniano al quale affidò la riorganizzazione del diritto romano;
• l’architetto Artemio di Tralle che costruì la chiesa di Santa Sofia;
• Giovanni di Cappadocia che ebbe il compito di trovare i finanziamenti per tutte queste imprese.

LA RESTAURAZIONE DEL DIRITTO ROMANO

Giustiniano si propose di dare avvio alla riorganizzazione dell’intero corpo legislativo che Roma aveva approntato nel corso della sua storia, a partire dalle origini.
Appena eletto,l’imperatore scelse un giurista,Triboniano,che incaricò di riorganizzare l’imponente materiale giuridico e legislativo che la civiltà romana aveva prodotto.Il risultato fu l’emanazione del Corpus Iuris Civilis, per secoli alla base delle elaborazioni giuridiche e ancora oggi considerato il fondamento della giurisprudenza occidentale.

LA STRUTTURA DEL CORPUS IURIS CIVILIS

Nell’opera,l’antica tradizione romana fu rispettata,ma anche riletta alla luce delle nuove esigenze dell’Impero bizantino.
Il recupero del diritto romano si arricchì perciò dell’influenza del diritto greco-ellenistico.

CORPUS IURIS CIVILIS
1ª parte: Codice Giustinianeo: raccolse tutte le costituzioni imperiali promulgate da Adriano in poi.

2ª parte: Digesto: raccolse i pareri dei più illustri giuristi di tutti i tempi.

3ª parte: Istituzioni: manuale che descriveva i principi generali del diritto privato.

4ª parte: Novelle: insieme delle leggi imperiali emanate dallo stesso Giustiniano. Dopo il 534.

L’IMPORTANZA DEL CORPUS IURIS CIVILIS

Con questo ambizioso progetto,Giustiniano voleva dimostrare la diretta continuità fra il suo Impero e quello romano proprio nell’ambito nel quale Roma era stata altissima maestra di civiltà:la legislazione ed il diritto,appunto.
Inoltre,Giustiniano affermava che solo il diritto poteva essere il garante dell’Impero.Con Giustiniano,infatti,si iniziò a parlare di Stato fondato sul diritto.

LA RICONQUISTA DELL’OCCIDENTE: LA GUERRA GRECO-GOTICA (534-553 d.C.)

Giustiniano stava mettendo in atto i suoi piani di riconquista dell’Occidente; perciò inviò un corpo di spedizione al comando del generale Belisario che conquistò l’Africa settentrionale (534 d.C.),abbattendo il regno dei Vandali e lo incorporò nei domini bizantini e successivamente,sbarcò in Sicilia e risalì l’Italia occupando Roma e Ravenna.
Le conseguenze di questa guerra,che durò circa vent’anni,furono devastanti: venne deturpato tutto e portò pestilenze.

L’Italia,divenne provincia dell’Impero bizantino grazie a Narsete (552 d.C.), dopo una lunga e sanguinosa guerra contro i Goti ed il loro re Totila.

LA TRASFORMAZIONE DELL’IMPERO NEL SECOLO VII: ERACLIO

Morto Giustiniano nel 565 d.C.,la situazione finanziaria peggiorò rapidamente; la minaccia persiana tornava ad incombere e gli Arabi si facevano sempre più pericolosi,l’esercito non era in grado di controllare i territori conquistati.
Una figura importate fra i successori di Giustiniano fu Eraclio,un generale di origine romano-africana sul trono dal 610 al 641.
Con questo imperatore,nacquero una nuova civiltà ed un nuovo impero, quello bizantino propriamente detto.
La capitale tornò ad essere chiamata Bisanzio.
Durante il regno di Eraclio, l’Impero romano d’Oriente cominciò a perdere i territori italiani che passarono sotto la dominazione dei Longobardi.Mantenne solo la Sicilia e la zona costiera dell’Adriatico.

LO SCONTRO CON I PERSIANI

Eraclio dovette affrontare i Persiani,che negli anni precedenti avevano saccheggiato Gerusalemme e minacciato anche Bisanzio.
Eraclio distrusse il principale centro di culto persiano;i Persiani reagirono ponendo l’assedio a Bisanzio,che tuttavia seppe resistere.La guerra si concluse due anni dopo quando l’imperatore inflisse una disfatta totale ai Persiani (568 d.C.)

LA RIORGANIZZAZIONE TERRITORIALE

Eraclio avviò un’importante riforma interna, riorganizzando il territorio imperiale in temi,cioè province militari guidate da uno statega,sempre pronto ad agire militarmente nella propria area territoriale e che si doveva occupare del reclutamento in loco dell’esercito.Da quel momento,le milizie imperiali non furono più composte da mercenari,togliendo quindi allo Stato un grande peso economico.
L’Islam, alla metà del VII secolo,iniziò ad espandersi, inglobando inizialmente Siria,Palestina ed Egitto che erano fino ad allora appartenute all’Impero di Bisanzio.

LA DINASTIA ISAURICA (717-867)

Tra l’VIII secolo ed il IX secolo,regnò a Bisanzio una dinastia di imperatori provenienti dall’Isauria (una regione dell’Asia Minore),il cui fondatore fu Leone III.
A quel tempo,gli Arabi puntavano alla conquista di Bisanzio,ma proprio nell’anno in cui Leone III salì al trono, essi tentarono l’impresa ma furono respinti.
La lotta fra cristianesimo e Islam ha rappresentato uno dei tratti costanti di tutta la storia medievale dell’Oriente mediterraneo,e in parte anche dell’Occidente.
L’imperatore Leone III è ricordato soprattutto per l’iconoclastia, una lotta religiosa che lacerò l’Oriente per più di un secolo.

ICONOCLASTIA: distruzione delle immagini sacre.

Gli iconoclasti erano contrari ad ogni forma di culto delle immagini sacre.
Il culto delle immagini si era diffuso ampiamente,soprattutto nel mondo orientale,favorito dai grandi monasteri.
Leone III,cercando di limitare il potere dei monasteri, emanò un editto nel 726 d.C. con il quale proibì il culto delle immagini della Madonna e dei santi e ne ordinò l’immediata distruzione, procedette alla confisca di molti terreni e li distribuì fra i piccoli proprietari.
La Chiesa di Roma si oppose all’iconoclastia e prese posizione contro l’imperatore condannandolo nel 731.
La Chiesa di Roma domandò aiuto ai Franchi e l’incoronazione di Carlo Magno a imperatore d’Occidente,fu il gesto che indicò la fine dell’obbedienza papale agli imperatori bizantini.
Nell’843 d.C.,un editto dell’imperatrice Teodora segnò la definitiva sconfitta degli iconoclasti e reintrodusse il culto delle immagini.


Con l’iconoclastia si apre una crisi che si concluderà nel 1054 con lo scisma tra due confessioni.
Inizia il lento declino dell’impero che, pur attraversando ancora momenti felici,come all’epoca delle vittorie degli imperatori macedoni (Basilio II) contro i Bulgari,vede restringersi sempre più i propri domini e aggravarsi la crisi interna dovuta al fiscalismo e al diffondersi del latifondo. Nel 1453 Bisanzio cade in mano ai Turchi Ottomani.

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