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Ancona in età comunale XII – XIV

ANCONA NELL’ ICONOGRAFIA
Gli aspetti fondamentali della città sono sempre stati rappresentati nell’iconografia e sono ancora oggi i simboli della città stessa: il porto, l’arco di Traiano sulla banchina e la cattedrale di S. Ciriaco che attestava in qualche modo la potenza della città per chi arrivava dal mare.
Il porto è, infatti, sempre stato l’elemento fondamentale per l’economia. Il termine repubblica marinara è un’invenzione storiografica che non esiste nella realtà, infatti, alle ufficiali Venezia, Pisa, Genova e Amalfi si affiancavano anche altre città medievali come Ancona, Napoli che, pur non essendo state ufficialmente insignite di questo titolo, erano effettivamente delle potenze marittime.

Colonna traiana
E’ la scena 79 della colonna traiana che raffigura la partenza avvenuta durante la notte dell’imperatore Traiano per la II Guerra in Dacia nel II secolo d.C. C’è la rappresentazione degli elementi tipici di Ancona che la rendono riconoscibile. Si rappresenta il famoso tempio di Venere che occupava il posto dell’odierna cattedrale e l’arco di Traiano. Per molto tempo non si è riusciti a identificare la città che faceva da sfondo alla scena, ma poi si è capito che si trattava di Ancona. Il fronte del porto in età romana rimane prevalentemente lo stesso nell’età medievale, solo gli edifici si rinnovano grazie alle innovazioni dell’edilizia, l’impianto rimane uguale almeno fino ai bombardamenti.


Jacobus Philppus Bergomensis Veduta di Ancona
E’ una delle prime rappresentazioni di Ancona, risale al 1492. C’è il porto ed altri elementi significativi, ma sicuramente l’artista non conosceva perfettamente la città della quale non da una rappresentazione realistica ma schematica.

Papa Pio II va ad Ancona per affrettare la Crociata
Questa è dell’inizio del 1500 e rappresenta Ancona il giorno della venuta di Papa Pio II, il quale volle bandire una crociata per la distruzione da Costantinopoli ma morì proprio in Ancona in cui era giunto prima di partire per la sua stessa crociata. Questo affresco di Pinturicchio si trova nella galleria Piccolomini di Siena. Viene rappresentato il suo arrivo in Ancona quando nel 1464 doveva attendere la flotta veneziana che lo avrebbe portato a Costantinopoli. Egli morì dopo pochi giorni. Il porto e la città sono rappresentati molto accuratamente. Ciò che fa da sfondo al papa sono le mura non più alto medievali ma quelle della città comunale. L’arco di Traiano e le porte di accesso alla città sono rappresentate con molta chiarezza. Anche qui il pittore non aveva una grande conoscenza della città, basta vedere come ha rappresentato S. Ciriaco, infatti molto probabilmente non aveva mai visto la città dal vivo ma attraverso disegni e testimonianze a descritto la città dell’epoca.


STORIA MEDIEVALE

All’inizio del Medioevo, durante la guerra greco - gotica, Ancona viene disputata per la sua posizione strategica: nei primi anni della guerra (538) viene conquistata dai bizantini, poi viene più volte attaccata dai goti che la conquistano ma successivamente vengono respinti (548). Infine viene definitivamente presa dai Greci nel 551, dopo un assedio alle mura e un attacco marittimo di 47 navi, rinforzate da altre 38 giunte da Ravenna: la battaglia navale finale si svolse fra Senigallia e Ancona. Fu una fase decisiva dell’intera guerra, che non riguardò solo Ancona e l’Adriatico ma l’intero mediterraneo. Da quel momento Ancona divenne parte della Pentapoli marittima sotto il controllo dell’impero bizantino.
Nel 558 subito dopo l’inizio del dominio bizantino, un terremoto danneggiò le strutture edilizie. In seguito vi fu una contrazione dell’abitato dovuta alla generale crisi tardo antica e alto medievale. Le città come Ancona che non sono state capitali hanno subito un restringimento dell’impianto edilizio a causa della mancanza di risorse.
Nell’839 Ancona viene distrutta dai Saraceni.
Nel X sec iniziando un trend positivo dell’economia si formano le autonomie cittadine e il libero comune e quest’ultimo è ancora più debole in Ancona infatti su di essa convergevano interessi di varissimo tipo da una parte il Papa e dall’altro l’Imperatore e anche Costantinopoli.

Nel 1095 Ancona partecipa alla 1° crociata bandita da Urbano II e successivamente parteciperà anche alla crociata per la riconquista di Costantinopoli organizzata da Papa Pio II nel 1464 che fallì a causa del decesso del Papa dopo 2 giorni dall’arrivo nella città.
Ha conosciuto dal 900 in poi uno sviluppo ed è proprio in quel momento che raggiunge la sua dimensione e la sua importanza. Durante il medioevo è stato usa
Agli inizi del Basso Medioevo si instaurò un regime consolare con 2 o più consoli eletti dal consiglio, le prime riunioni ebbero luogo nella cattedrale.
Nel 1137 la città è assediata da Lotario II. Successivamente si instaura un regime podestarile in cui un podestà straniero con un breve mandato veniva chiamato dal Consiglio della città.
Dopo l’assedio Ancona vede un grande sviluppo economico, determinato dalla possibilità di percorrere le rotte commerciali con meno difficoltà, soprattutto verso la Dalmazia, anche se nemici e avversari ce ne furono sempre.
Nonostante la pace di Costanza (1183), l’apparente sconfitta del Barbarossa e la giurisdizione teorica dello Stato della Chiesa, il sovrano, Enrico VI, successore di Federico, riuscì ad imporre sulla Marca e su Ancona un suo vassallo, il potente Marco Valdo Anweiler, che, pur consentendo il rispetto delle consuetudini locali, impose delle tassazioni insostenibili che andavano a danno dell’economia locale.
Solo nel 1199 la città con l’appoggio della Santa Sede e di alcune città marchigiane poté liberarsi di Marco Valdo.
Nel 1201 diventa podestà il bolognese Ugolino Gosia.
Nel 1209 Ottone IV investe Azzo d’Este della Marca di Ancona attraverso un’investitura papale.
Nel 1210 si instaura il regime feudale dei marchesi (marca anconitana) istituito da Papa Innocenzo III.
L’esercito di Federico II, guidato da Re Enzo, invade la Marca. Ancona è coinvolta nelle fasi di affermazione e caduta del ghibellinismo. Nel 1348 si diffonde la Peste Nera e i Malatesta si impadroniscono della città.
Nel 1353 il cardinale Egidio d’Albornoz costruisce una rocca a San Cataldo sul Colle dei Cappuccini, dove già era presente una fortificazione malatestiana.

DUOMO DI ANCONA
San Ciriaco non è un santo venerato da Ancona da molto tempo, la leggenda narra che egli fosse un martire palestinese di cui le reliquie sono state portate da Galla Placidia. La cattedrale di Ancona prima stava dove oggi c’è Santa Maria della Piazza. La zecca di Ancona raffigura S. Ciriaco per la prima volta nel 1290, la reliquia più importante sono i 2 drappi di seta bizantina che lo avvolgevano.
Il I sviluppo della chiesa sopra il colle X-XI secolo, la disposizione dell’edificio era ruotata ed era più semplice
Successivamente nella metà del XII, quando la crisi è ormai alle spalle, la cattedrale diventa una scultura biabsidiata, la stessa struttura doveva essere adattata al Duomo di Siena.
Nel XIII subisce un ulteriore ampliamento.

PANORAMICA SULLA CITTA’
Via Bernabei era la strada dove passavano le mura medievali, quando non servirono più furono inglobate nella città. All’interno delle mura vi era il palazzo degli anziani e S. Maria della Piazza, la piazza del mercato medievale che non è più nel foro antico.
Santa Maria della Piazza o del Canneto è un edificio romanico sul precedente paleocristiano, la Chiesa di Santo Stefano

Tutto era costipato solamente nel 1600 di poté allargare la città nelle zone nuove
Nella facciata c’è l’immagine di una madonna orante di tipo bizantino che si ritrova identica nell’iconografia ravennate e veneziana.
Il palazzo del Capitano del porto si vede appena si giunge ad Ancona via mare che sicuramente non era una struttura privata.

STAMIRA
Boncompagno da Signa nel suo Liber de obsidione Ancone parla dell’eroina anconetana Stamira.
Nel 1174 la città di Ancona, una delle Repubbliche marinare (vedi Repubblica di Ancona), è posta sotto assedio dall'arcivescovo di Magonza Cristiano di Buch, per conto di Federico Barbarossa.
Contro la città di Ancona sono schierate le maggiori potenze del tempo. In uno scontro fu gettata una botte con della resina e della pece davanti agli steccati degli attaccanti per impedirne l'ingresso, ma era molto pericoloso accenderla. Andò una vedova di nome Stamira, con un'ascia spezzò la botte ed il fuoco che si sviluppò distrusse parte delle macchine da guerra degli assedianti. Grazie a questo fatto gli anconetani poterono uscire, per un breve periodo, dalle mura in modo da rifornirsi di cibo. Alla fine la città riuscì, ancora una volta, a respingere il desiderio di conquista del Barbarossa.

Ella era una vedova, una donna di popolo che incendia la botte ma non ci sono testimonianze della sua reale esistenza ma fa parte della tradizione locale.
Il suo nome è di origine araba-bizantina (da Samira)
Questa tradizione ci fa capire come le città comunali erano capaci di far affermare un mito in poco tempo attraverso l’elaborazione di sentimenti cittadini e patriottici, per Stamira bastò solo un quarto di secolo.

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