Alto Medioevo - Caratteristiche

L'Europa delle Curtes
L'Occidente nell'Alto Medioevo fu caratterizzato dall'affermazione del mondo rurale. Giunse al culmine inoltre il processo di riunione delle proprietà fondiarie nelle mani di pochi signori: contadini e piccoli proprietari giuravano fedeltà a potenti laici o ecclesiastici in cambio di protezione politica ed economica. In epoca carolingia i coloni liberi si vincolavano ai signori per sfuggire alle imposizioni fiscali che gravavano sul manso, unità agricola che comprendeva la casa e le infrastrutture contadine. Le grandi tenute agricole (Curtes o villae) erano costruite da lotti di piccole dimensioni situati nei villaggi. Ogni Curtis era divisa in pars dominica, la riserva padronale e pars massaricia, coltivata dalle famiglie contadine sotto la supervisione del vilicus,l'intendente padronale, nominato dal Dominus.
Il potere signorile: La nascita del dominus loci.
Le Curtes erano espressioni di una società in cui le uniche ricchezze erano la terra e i suoi prodotti: i contadini e i servi costituivano un gruppo sociale dipendente dal dominus che esigeva tributi e le prestazioni dell'opera. L'assenza di un efficiente potere statale fece sì che molte funzioni pubbliche fossero assunte dal dominus. Si costituì quindi il dominatus loci, una signoria territoriale sorta dal predominio economico e militare del grande proprietario.
L'Europa dei legami vassallatici
Il vincolo feudale vero e proprio si diffonde in Europa nell'ambito del regno franco: accanto a un vincolo personale di fedeltà e di protezione si aggiunse un vincolo avente per oggetto una cosa, che coinsisteva nella concessione di una terra o di altro bene in usufrutto. Tale rapporto, detto beneficio, venne utilizzato nell'ambito della corte franca, quando a partire dalla metà dell'VIII secolo, dovette far fronte alla minaccia arabo islamica finanziando i cavalieri,concedendo loro in beneficio terre prelevate dal fisco. Con il tempo, il vincolo vassallatico, legame personale di tipo militare, divenne anche di tipo politico; il rapporto feudale (vassallaggio-beneficio) penetrò nelle strutture politico-amministrative del regno franco divenuto dall'anno 800 Sacro Impero. Il processo di feudalizzazione della società europea medioevale, iniziato ai vertici, si estese verso il basso, sicché ai vassalli maggiori (conti e marchesi) si trovarono sottoposti ai valvassori e, sotto di essi, i valvassini.
L'impero carolingio e la sua disgregazione
Il vincolo vassallatico favorì la coesione del dominio di Carlo Magno, ma sul lungo periodo fu la causa della disgregazione dell'Impero e del proliferare delle signorie locali. L'impero carolingio fu comunque la massima realizzazione politico-territoriale del Medioevo occidentale: l'immenso territorio fu organizzato e governato su modelli istituzionali di epoca romana. L'intraprendenza militare delle dinastie franche, la volontà egemonica della stirpe carolingia e la cultura politica ecclesiastica trovarono una forma di equilibrio nell'età di Carlo Magno che fu però provvisoria; infatti, la spinta espansiva del regno subì un arresto, la dinastia carolingia si ramificò, le famiglie aristocratiche franche si radicarono nei nuovi territori e trovarono progressivamente nuove vie di affermazione.
Dopo Carlo: Dall'Impero ai regni.
La più evidente trasformazione dell'Impero fu la sua suddivisione in regni. Nel corso del IX secolo, in diverse fasi, si definirono i regni d'Italia, della Francia orientale (poi Germania), della Francia occidentale (attuale Francia), della Provenza e della Borgogna.
Alla morte di Carlo, il successore Ludovico il Pio, rimasto unico erede, acquisì il controllo di un Impero non del tutto omogeneo. Nell'Impero, infatti, vivevano tradizioni d'autonomia e contrapposizioni etniche e linguistiche che furono alla base della divisione in regni, resa possibile dai conflitti interni alla dinastia carolingia. Le vicende successive alla morte di Ludovico furono caratterizzate dalle dure lotte tra i suoi tre figli, Carlo il Calvo, Lotario e Ludovico il Germanico. La capacità propulsiva della dinastia carolingia venne meno dopo un rapido succedersi di sovrani e alla fine del secolo IX la divisione dell'Impero in tre regni appariva già avviata. Il primo segno del mutamento si coglie nell'allentamento dei legami tra il sovrano e gli ufficiali territoriali( conti e marchesi), che agirono sempre meno per conto del regno e sempre più attenti alle possibilità di affermazioni dinastiche.
L'Europa dei castelli.
Con la crisi dell'Impero carolingio, la rete di castelli si infittì e si produssero profondi mutamenti nelle funzioni e nella struttura materiale delle fortezze. I conti e i marchesi, che governavano le provincie in cui era diviso l'Impero, furono sempre più impegnati a consolidare il proprio potere dinastico nelle aree in cui possedevano terre: avviarono dunque la costruzione di castelli destinati a sostenere il loro loro personale potere signorile. Tuttavia, nato con uno scopo militare, di tutela e controllo del territorio e della popolazione circostante, il castello divenne gradualmente il centro politico ed economico della società rurale. Esito dell'importanza politica e sociale dei castelli fu la nascita attorno a essi delle cosiddette "signorie territoriali di banno", ovvero la forma più elaborata e stabile di potere signorile creata in quei secoli.
Il ruolo della Chiesa.
Il denominatore comune della complessa situazione sociale e politica fu costituito dalla Chiesa e dalla cultura latina. Roma era stata il luogo del martirio di Pietro e Paolo; il suo vescovo aveva ereditato il prestigio della capitale imperiale e il popolo si volgeva ancora alla città eterna per avere una guida nei momenti di dubbio. Il cristianesimo divenne un elemento unificante per la società medievale sia per il popolo sia per gli intellettuali. I riti avevano un contenuto drammatico che consentiva ai fedeli di cogliere il senso della liturgia latina e di riconoscersi membri di una comunità. Preti e monaci dovevano saper leggere e scrivere in latino che divenne la lingua colta del Medioevo. Nei monasteri l'attività intellettuale divenne altrettanto importante del lavoro manuale e in tal modo si crearono i presupposti per lo sviluppo di una lingua basata sul latino che, più di qualsiasi altro singolo fattore, valse a unificare la cristianità occidentale.

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