Ali Q di Ali Q
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Trecento: i paesi dell'est

Il Trecento non è un secolo di crisi (economica e demografica) solo per l’Europa, ma anche per la Cina.
Anche nel Celeste Impero, infatti, la popolazione si dimezza, e questo a causa di diversi fattori: il raffreddamento della crosta terrestre, le carestie e la peste.
Sotto la dinastia degli Yuan, la nazione è soggetta a numerose epidemie.
Il crollo demografico è però da attribuirsi anche a fattori politici: i mongoli sono un popolo di cacciatori e saccheggiatori nomadi, inadatti all’agricoltura cinese, che richiede grandi opere idriche.
Il nipote di Gengis Khan, Kubilay Khan, tenta di fare del suo meglio per aiutare la propria nazione, ma è inutile, e la situazione si aggrava negli ultimi anni del suo regno.

Le successive rivolte contadine, dovute alle carestie causate dal clima, avvantaggiano la presa di potere della dinastia Ming nel 1368.
Sotto di loro la Cina recupera la sua prosperità agricola e commerciale in Oriente.
Tuttavia comincia a venir meno la cosiddetta pax mongolica, cioè quella pace in Asia, seguita alla conquista tartara, che aveva assicurato la stabilità nei traffici lungo la via delle Indie.
Senza cultura e senza basi amministrative solide, i conquistatori mongoli finiscono dunque per disgregarsi ed assimilare completamente tutti gli usi e costumi dei popoli conquistati.
Ciò si verifica anche in Iran. Qui i tartari si convertono all’Islamismo e perdono potere sulla regione. Lo stesso si verifica in Russia.
la nuova situazione rende impraticabile il percorso delle carovane che per via terra, passando dalla Cina, consente all’Europa di approvvigionarsi dei prodotti delle Indie.
Una volta decaduto il dominio mongolo, i popoli slavi riprendono la loro autonomia e i turchi risorgono più potenti.
In Russia il Granducato di Kiev era stato distrutto dai mongoli nel XIII secolo. Anche dopo l’invasione, però, molti stati avevano continuato ad essere di religione ortodossa.
Dopo il declino dei tartari, si afferma anche il Granducato di Mosca, che si fa campione delle popolazioni ortodosse contro i mongoli convertiti all’Islamismo.
Alla fine del medioevo un’altra nazione slava si sviluppa: la Polonia, che si era formata nel Mille, dopo la conversione al Cattolicesimo della popolazione locale. Nel 1300, dopo l’estinzione dei Piasti, il regno polacco si estende fino alla Lituania, il cui granduca Jagellone, che prede il nome di re Ladislao II, convertito al Cristianesimo, dà il via ad un potente stato.
Nel 1397 la penisola scandinava viene unificata dalla regina Margherita di Danimarca, e fa sì che essa diventi la più importante nazione del Baltico.

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