kiara93 di kiara93
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Crisi del 1300

Nel 1300 la crescita demografica, iniziata nel X secolo, si arrestò e la fondazione di nuovi villaggi cessò.
Questa crescita demografica che aveva interessato i secoli precedenti aveva raggiunto il sovrappopolamento, per cui il terreno da mettere a cultura, con il tempo, si esaurì e ciò portò l'espansione arativa in direzione delle terre meno fertili e quindi più esposte alle incertezze stagionali.
Durante questa crisi agricola ci fu anche il peggioramento climatico, producendo così due periodi di carestia: nel 1314-1316: in Inghilterra, Francia settentrionale e Germania le piogge ridussero i raccolti di oltre un terzo; la carestia produsse anche un aumento della mortalità.
Nel 1330/1346-47 la carestia toccò più di una volta tutte le regioni europee. Queste carestie ebbero conseguenza sia sui contadini sia sui nobili e i ceti proprietari, che non riuscivano a farsi pagare crediti e imposte, portandoli così a fare pressione sui contadini, che fecero crollare i mercati che dovevano ridurre i beni manifatturieri.

Questa carestia toccò anche le banche, poiché i ceti abbienti non ebbero più la stessa disponibilità di reddito che avevano prima e ciò portò, tra il 1342 e il 1346, al fallimento dei più grandi banchieri d'Europa: i Bardi e i Bruzzi.
I Bardi e i Bruzzi fallirono anche per gli enormi prestiti al re d'Inghilterra, che non fu in grado di rimborsare.
Nel 1347 ci fu la comparsa della peste, che si presentò in forma bubbonica (colpiva i roditori e il contagio avveniva a causa della pulce, che trasferiva il bacillo nel sangue dell'uomo, questo attacca le ghiandole linfatiche provocando bubboni ascellari e inguinali: si manifestava con febbre alta, emorragie interne e allucinazioni) e in forma polmonare (colpiva l'apparato respiratorio ed era altamente contaggiosa poiché si trasmetteva come l'influenza e il raffreddore).
La peste, però, comparve inizialmente in Asia nel 1338, a partire da un focolaio collocato attorno al lago Balhash e si diffuse in Europa soltanto nel 1346 dopo che arrivò nella colonia genovese di Caffa, quando una nave raggiunse i porti di Costantinopoli e di Messina e da lì si diffuse in Italia, in Francia, in Inghilterra e in Spagna . Nel 1349 colpì anche la Germania e nel 1350 la Scandinavia.
Gli effetti della peste furono devastanti: le epidemie ridussero di un terzo la popolazione europea.
L'uomo medievale pensò che l'epidemia fosse apparsa come punizione divina, e che quindi bisognasse chiedere la misericordia di Dio con processioni ed esposizioni di sacre reliquie. La cultura popolare cercò spesso dei capri espiatori e questi erano spesso gli ebrei.
La peste provocò dei cambiamenti economici e sociali perché toccò tutti i ceti, ricchi e poveri. La malattia ostacolò i lavori agricoli e manifatturieri, che rallentavano per la mancanza di manodopera. I lavoratori rimasti, però, potevano chiedere miglioramenti sulla paga e sulle condizioni di vita.

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