Vita Romana all'età di Cesare


Ai tempi di Cesare Roma era divenuta immensa: era un centro in cui si incrociavano persone di ogni razza e provenienza.
Nei Fori era proibito il traffico dei veicoli e vi si addensava una folla variopinta e vivace. Grandi mercati sopperivano ai bisogni della città: i quartieri commerciali di Roma furono il Velabrum e la Subura.
Nel Velabrum, al foro Boario e al Foro Olitorio, si trovavano immensi magazzini di olio, vino, grano e formaggio.
I negozi eleganti si aprivano invece sotto i portici del «Saepta Julia», costruiti da Cesare presso il Campo Marzio. Nella città ormai si praticava un’intensa vita mondana.
Le tabernae (bar, ristoranti) restavano aperte tutta la notte: vi si beveva, vi si giocava d'azzardo. I ricchi trascorrevano le ore in sontuosi banchetti, cui ormai partecipavano anche le signore.
Il pettegolezzo, il flirt (come ora si dice) erano all’ordine del giorno. Nelle botteghe eleganti dai parrucchieri alla moda che tingevano di biondo i capelli delle brune o fabbricavano parrucche e posticci, nelle piscine delle terme, nei salotti intellettuali, si parlava, ad esempio, degli ultimi amori di Clodia, una signora ricca e un po’ spregiudicata, dei versi per lei scritti da un suo spasimante, il poeta veronese Catullo, della rivalità che esisteva fra costui e Cicerone, sempre per le grazie di Clodia, si chiacchierava sulle avventure galanti di Cesare e sulla volgarità dì Crasso.

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