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Nella seconda metà dell’Ottocento i paesi industrializzati erano soggetti a crisi economiche, che si presentavano ciclicamente, e dipendevano soprattutto da eccessi di produzione (crisi di sovrapproduzione). Una di esse, scoppiata in Europa nel 1873 fu chiamata “grande depressione”, durò più di vent’anni, fu caratterizzata da un calo dei prezzi industriali ed agricoli, calarono i salari degli operai e i profitti degli industriali, e così fallirono compagnie e aumentò la disoccupazione.
Tra il 1870 e il 1900 21 milioni di europei migrarono oltreoceano dove l’economia era fiorente.
Molti governi europei, per limitare migrazione e disoccupazione, introdussero misure protezionistiche, cioè forti dazi sulle merci d’importazione. Le industrie invece formarono concentrazioni d’imprese chiamati “cartelli” o “trust”.
Nonostante le crisi, lo sviluppo industriale non si arrestò.

Dal Congresso di Parigi, che servì a ristabilire la pace dopo la guerra di Crimea, nel 1856, fino al primo decennio del 1900, si manifestò la Seconda Rivoluzione Industriale.
Il carbone e il vapore furono sostituiti dall’elettricità e dal petrolio, mentre i settori dominanti dell’industria, che prima erano stati quello tessile e minerario, diventarono quello siderurgico, chimico, elettrico e infine quello automobilistico.
L’industria siderurgica iniziò a lavorare i metalli per ottenere ghisa e acciaio. Quest’ultimo, usato per ottenere anche il cemento armato, potè essere ottenuto a basso costo grazie al Convertitore di Bessmer, dal nome dell’inventore Henry Bessmer, e al Forno Martin-Siemens.
L’ingegnere tedesco Gottlieb Daimler brevettò il primo motore a benzina funzionante nel 1883 e pochi anni dopo apparve l’automobile.
In America dal 1850 si estraeva già il petrolio e John Rockefeller aveva, dal 1870 istituito la Standard Oil Company per raffinare il petrolio.
Si sviluppò anche l’industria elettrica in cui la dinamo, messa a punto negli anni sessanta potè essere impiegata nei trasporti e nelle fabbriche. Treni e tram iniziarono ad andare elettricamente e i trasporti marittimi crebbero grazie all’apertuta del canale di Suez (1869) e quello di Panama (1914), resa a sua volta possibile dallo sviluppo della tecnica.
La vita migliorò anche dal punto di vista delle telecomunicazioni: nel 1840 circa venne inventato il telegrafo e nel 1860 il telefono.
Inoltre nel campo della medicina si inventò lo stetoscopio e si scoprirono molte informazioni sul DNA, anche grazie a Mendel.
Gli Stati più industrializzati a quei tempi erano: Inghilterra, Belgio, Francia, Germania, Stati Uniti, Austria, Svizzera, Repubblica Ceca, Italia settentrionale, Svezia e Russia.
Lo Sviluppo delle banche è da porre in relazione con le maggiori dimensioni delle industrie, il cui capitale non poteva dipendere da un solo investitore, quale perché in caso di crisi questi avrebbe perso tutto e quindi gli investitori preferiscono diversificare.
La sterlina era la moneta più “forte”, però intorno circolavano anche banconote, assegni e cambiali.
Le nuove invenzioni venivano esposte in “esposizioni universali”. La prima fu presentata nel 1851 nel palazzo di cristallo, a Londra; un’altra importante si tenne a Parigi nel 1889 quando venne eretta la Tour Eiffel

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