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Lo sbarco in sicilia

Lo sbarco in Sicilia, (denominato in codice operazione Husky), fu una operazione militare avvenuta durante la seconda guerra mondiale, messa in atto dagli Alleati.
Fu la prima operazione delle truppe alleate sul suolo italiano durante il conflitto e permise di attaccare la potenza più debole dell'Asse e dare così inizio alla campagna d'Italia.
L'operazione Husky costituì una delle più grandi operazione anfibie della Seconda Guerra mondiale. Le grandi unità impegnate appartenevano alla 7ª Armata statunitense, al comando del generale Patton, e l'8ª Armata britannica, al comando del generale Montgomery, riunite nel 15º Gruppo di Armate, sotto la responsabilità del generale britannico Alexander.
L'attacco all'Italia fu deciso da americani ed inglesi durante la Conferenza di Casablanca del 14 gennaio 1943 (a tal proposito, celebre rimase la definizione dell'Italia data da Winston Churchill: «L'Italia è il ventre molle dell'Asse») e la sua pianificazione ed organizzazione vennero affidate al generale Eisenhower. Documenti resi pubblici nel 2004, rivelano che esisteva un "piano Sicilia", (Italy (Sicily) Project), presentato al generale Donovan, capo dell'Office of Strategic Services (OSS) fin dal 1942[7]. Il documento, , riguardava il reclutamento e l'impiego di sei agenti segreti di origine siciliana, il cui compito era lo spionaggio, tramite due radio ricetrasmittenti a onde corte.

. Il diretto dipendente dell’OSS era l'italoamericano Max Corvo, di origini siciliane. Max Corvo aveva presentato un proprio piano strategico per l'invasione della Sicilia e fu incaricato di organizzare i propri uomini formando un'unità militare[11] chiamata "Gruppo Earl", ma nota fra le forze armate americane come the mafia circle (il circolo della mafia)[12], La trattativa fra servizi segreti dello stato americano e criminali mafiosi passò attraverso l'OSS. Max Corvo e la sua squadra sbarcarono in Nord Africa nel mese di maggio del 1943 e tre giorni dopo attaccarono; l'unità prese terra a Falconara, vicino a Gela, e si stabilì nel castello della cittadina. Intanto gli agenti dell'OSS, al comando di Max Corvo e di Vincent Scamporino, occuparono le isole più piccole intorno alla Sicilia, fra cui Favignana (Isole pelagie?) e liberarono dalla prigione numerosi boss della mafia[13], che furono arruolati nel Servizio informazioni militare, circa 850 "uomini d'onore" furono raccomandati dai capi mafiosi siciliani, che dopo l'occupazione assunsero cariche pubbliche nell'amministrazione,in provincia di Palermo ci furono 62 sindaci mafiosi.[10].
I primi segnali dell'invasione si ebbero l’11 giugno 1943, con la presa dell'isola di Pantelleria[23], primo lembo di terra italiana a cadere in mano alleata, seguita dalla caduta dell'isola di Lampedusa il 13 giugno.
A Pantelleria, dopo un violentissimo bombardamento aereo, il comandante italiano chiese e ottenne da Mussolini il permesso di arrendersi, facendo credere di non avere scorte idriche. In realtà le capaci caverne dell'isola, che già ospitavano degli hangar per l'aviazione, erano in grado di offrire un riparo sicuro a tutta la popolazione civile e militare dell'isola, e le scorte idriche e alimentari erano tutt'altro che esaurite. Gli alleati fecero circa 11.000 prigionieri tra le forze italiane.
Tra il 9 e il 10 luglio 1943 le forze alleate sbarcarono a Licata, tra Gela e Scoglitti e tra Pachino e Siracusa, dopo una breve resistenza, gran parte delle unità militari italiane si disgregarono; Tra il 2 e il 5 agosto la battaglia di Centuripe, definita la Cassino di Sicilia, portò gli alleati all'accesso alla valle del Simeto, e quella della "piana di Catania", per l'ultima difesa da parte della quindicesima divisione Panzer grenadier tedesca, e della divisione italiana Aosta che per ben 24 volte contrattaccarono[38], l'ingresso a Catania avvenne il 5 agosto, mentre il 17 agosto le truppe Alleate entrarono a Messina.
il 17 agosto, in ben 39 giorni, l'isola venne interamente occupata (gli stessi giorni che servirono ai tedeschi per occupare l'intera Francia nel 1940). Occupata la Sicilia, le formazioni tedesche al comando del generale Hube, riuscirono ad effettuare una ritirata strategica sul continente.
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Lo sbarco in Sicilia ebbe decisiva influenza in Italia perchè favorì la destituzione di Benito Mussolini, la caduta del fascismo e il successivo armistizio dell'8 settembre. che ebbe luogo a Cassibile, in provincia di Siracusa, quello stesso giorno. ebbe inizio lo sbarco a Reggio Calabria e quindi l'invasione alleata nella penisola italiana con l'Operazione Baytown,
L’amministrazione della Sicilia rimase in mano agli alleati fino al 1944 ed il problema che si poneva, dopo averne tolto il governo ai fascisti, era quello di non lasciarlo in mano ai comunisti per cui i poteri tradizionali restavano in mano alla Chiesa, alla mafia[39] e alla aristocrazia. L'AMGOT diede incarichi di ogni tipo e cariche istituzionali a piccoli e grandi mafiosi.
Don Calogero Vizzini fu sindaco di Villalba, Salvatore Malta di Vallelunga, Genco Russo divenne sovraintendente agli affari civili di Mussomeli, Damiano Lumia interprete di fiducia presso il Civil Affairs Office di Palermo, Max Mugnani, uno dei più attivi trafficanti di droga, divenne depositario dei prodotti farmaceutici americani a Cerda e al boss mafioso Vincenzo De Carlo venne affidato il controllo degli ammassi di grano[16].

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