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Conseguenze delle rivoluzioni industriali

Dopo le due rivoluzioni industriali, aumentarono le aziende agrarie di medie e grandi dimensioni. Si puntò sulla modernizzazione delle tecniche di coltura, sull'investimento di denaro e sulla maggior produttività .
Aumentò l'uso dei macchinari.
Le macchine provocarono però anche una crescita della disoccupazione.
L'imprenditore era di solito un mercante o un grande proprietario terriero che aveva a disposizione un capitale , cioè del denaro da investire, e che vedeva notevoli possibilità di guadagno nell'impiantare una fabbrica. Così impiegava il suo denaro per acquistare macchine e materie prime e per pagare un certo nuemro di dipendenti.
Nel medioevo il servo della gleba non era affatto libero di vendere la sua forza lavoro a chi voleva.
Questa situazione si sbloccò per la prima volta in Inghilterra .

Le condizioni di lavoro
- i salari erano molto bassi;
- orari di lavoro pesanti;
- bambini impegnati, disciplina e lincenziamento;
- malattie croniche e mortali;
- colera, tifo e peste.

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