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Come si sviluppò il Risorgimento italiano? Quale politica caratterizzò i governi della destra storica? E quelli della sinistra storica?

Congresso di Vienna
Il Congresso di Vienna (1814-1815) vide riuniti gli Stati d’Europa col fine di dare al continente una sistemazione politica che cancellasse le novità portate dall’epoca rivoluzionaria.
La Restaurazione
L’età della Restaurazione si estende dal 1815 al 1848. Volendo ritornare al vecchio ordine (l’Antico Regime) la Restaurazione si poneva in netto contrasto con le idee del Settecento, al posto del progresso si voleva esaltare la tradizione. Anche la Chiesa era d’accordo con questa ideologia.
Nel 1815 fu costituita la Santa Alleanza, tra Russia, Prussia, Austria, Inghilterra e Francia, questo patto era fondato sul principio di intervento, qualora si fosse manifestato il pericolo di una nuova rivoluzione queste potenze avevano il diritto di intervenire.

I reazionari volevano tornare all’Antico Regime, reagendo contro i valori dell’Illuminismo e della Rivoluzione; i conservatori volevano conservare i tradizionali valori politici e sociali, ma erano più moderati dei reazionari. Tuttavia il progetto della Restaurazione era non realizzabile, i cambiamenti erano troppo grandi.
In più nella prima metà dell’Ottocento si diffuse anche un altro movimento artistico-letterario chiamato Romanticismo, in cui prevalevano i sentimenti, così si affermò anche la libertà dell’artista, perciò contro la tradizione, di conseguenza alla Restaurazione, che continuava a imitare le opere dell’antichità greco-romana.
La Prima Rivoluzione Industriale
Verso il 1780 in Inghilterra ebbe inizio la Prima Rivoluzione Industriale, che diede origine a un mondo totalmente nuovo. Ci fu anche un’invenzione, quella della macchina a vapore, inventata nel 1769 da James Watt. La macchina a vapore sfruttava il carbone per produrre energia. Prima di questa invenzione, le fabbriche dovevano essere collocate nei pressi di un corso d’acqua per sfruttarne l’energia attraverso un mulino: ora potevano essere costruite dove era più vantaggioso, cioè nelle città.
Le case per gli operai erano malsane e sovraffollate. Le condizioni di lavoro erano pessime, lavoravano 13 ore al giorno, facevano lavori pesanti e pericolosi, tutto ciò anche per i bambini. Esplose così il problema dello sfruttamento degli operai: la cosiddetta “questione sociale”. Coloro che lottavano per una maggiore giustizia sociale vennero chiamati socialisti.
Anni Venti e Trenta
In Italia si organizzò una società segreta, la Carboneria, i cui membri erano: borghesi, studenti, ufficiali. Essi pensavano di costringere i sovrani a concedere la Costituzione o di poter fondare delle repubbliche. Per iniziativa di questi, negli anni Venti e nei primi anni Trenta scoppiò un’ondata rivoluzionaria, ma non ci riusciranno.
Le rivoluzioni del 1848
Una grave crisi economica colpì l’Europa a partire dal 1846:
- L’agricoltura subì le conseguenze di una grande carestia;
- L’industria non riusciva a piazzare i suoi prodotti perché la gente era troppo povera.
Le fabbriche chiudevano e si moltiplicarono i disoccupati. Povertà e malcontento si diffusero ovunque: gli Stati, ancora governati secondo le idee della Restaurazione, non sembravano in grado di comprendere i problemi e di risolverli.
Dal 1848 si scatenò così una nuova ondata rivoluzionaria. Quasi tutti i grandi Stati d’Europa (Francia, Impero, Germania, Penisola italiana) furono sconvolti da insurrezioni che avevano per obiettivo la Costituzione, o l’indipendenza nazionale o un profondo cambiamento politico e sociale.
In Italia si lottava per l’indipendenza e l’unificazione nazionale: occorreva battere i conservatori e liberare il Lombardo-Veneto dalla dominazione austriaca.
Nel 1848-1849 le forze conservatrici avevano vinto ovunque in Europa:
- In Germania
- Nell’Impero austriaco
- In Francia
- In Italia.
Non mancavano però gli aspetti positivi:
- I popoli si erano ribellati in nome della libertà;
- In Italia e in Germania il problema dell’unità nazionale era stato posto in modo chiaro. E infatti nel giro di qualche anno queste nazioni otterranno l’unità e l’indipendenza nazionale.
Il RISORGIMENTO
Nacque il Risorgimento, cioè la lotta per l’unità e l’indipendenza dell’Italia dagli stranieri, si aprì così il dibattito risorgimentale. In questo periodo Giuseppe Mazzini, repubblicano, fondò un’associazione chiamata Giovane Italia, con l’obiettivo dell’unità del Paese.
Dopo una serie di associazioni, il 17 marzo 1861 il Parlamento di Torino proclamò Vittorio Emanuele II primo re d’Italia. Un nuovo Stato di 22 milioni di abitanti faceva la sua comparsa in Europa.
Però c’era un problema, il bilancio statale, l’Italia aveva un debito pubblico enorme. Furono imposte molte nuove tasse, che colpirono il popolo, soprattutto i più poveri. Vi furono proteste e rivolte, represse con 257 morti e molti arrestati.
Nel 1876 il bilancio raggiunse il pareggio. L’Italia si era dimostrata affidabile nel pagare i debiti, e gli stranieri cominciarono a investire nel Paese.
I GOVERNI DELLA DESTRA STORICA E DELLA SINISTRA STORICA
La destra storica è il raggruppamento politico che guidò l’Italia unificata dal 1861 al 1876. Era chiusa alle idee democratiche, in particolare erano contrari al suffragio universale, cioè al diritto di voto esteso a tutta la popolazione.
La sinistra storica, che governerà dal 1876 al 1896, era invece formata da persone più aperte alle idee democratiche: erano favorevoli a allargare il suffragio a un maggior numero di persone.
La questione meridionale e il brigantaggio
Il sud era povero, le tecniche di coltivazione non miglioravano, la borghesia non era attiva, e l’unificazione per loro era solo maggiori tasse e obbligo di servizio militare. Il malcontento esplose e ciò favorì lo sviluppo di un’ondata di delinquenza: il brigantaggio.
Contro i briganti il governo mandò un esercito. Fu una vera e propria guerra. Così il brigantaggio scomparve, ma non i problemi che l’avevano originato.
Dal 1876 alla fine del secolo
Nel 1876 la destra perse la maggioranza alla Camera dei deputati e dovette abbandonare il governo. Le elezioni successive videro la vittoria della sinistra storica, che governò dal 1876 al 1896.
Il suo programma prevedeva l’allargamento del suffragio a un maggior numero di cittadini, la lotta all’analfabetismo, la diminuzione delle tasse e difendere le industrie italiane dalla concorrenza straniera.
Il programma fu in buona parte realizzato. Nel 1877 venne varata la legge Coppino, che riorganizzava l’istituzione elementare; nel 1882 fu introdotta una riforma elettorale che allargava il suffragio; dal 1890 fu abolita la pena di morte.
Alla fine del secolo, però, crescevano le difficoltà economiche: i disoccupati aumentavano, il prezzo del pane saliva. La situazione era drammatica.

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