Riorganizzazione dell'esercito e vita nell'età Augustea


L'esercito venne completamente riorganizzato. Per la prima volta vi furono ammessi contingenti di barbari, ai quali si dava in premio, dopo 25 anni di servizio, la cittadinanza romana. Rinnovato l'esercito, Augusto rimise ordine in tutti i territori soggetti, domando delle rivolte, e conquistando nuove regioni (il Norico, oggi Austria meridionale, la Rezia, oggi Austria settentrionale, la Pannonia, oggi Ungheria, la Mesia superiore, oggi Jugoslavia, la Mesia inferiore, oggi Bulgaria).
Augusto tentò anche dì espandersi nella Germania, centro delle più forti popolazioni barbariche di Europa, ma, dopo qualche successo iniziale, i Romani, guidati dal generale Varo, subirono una terribile sconfitta ad opera del Germano Herman (Arminio) nella selva di Teutoburgo.
I frutti della politica di Augusto si videro ben presto: il riassestamento e l’ordine dell’amministrazione, la conquista di nuove regioni, la sicurezza e la pace ritornate, favorirono una ripresa della produzione, degli scambi, dei traffici.
Si ebbe anche un rifiorire della cultura, e delle arti. L’età di Augusto è ricca di grandi scrittori, come Orazio, Virgilio, Ovidio, Properzio, Tito Livio, i quali esaltarono nelle loro opere la grandezza e la potenza di Roma.
Grandi costruzioni sorsero a Roma ed in tutta l’Italia; addirittura vennero edificate nuove città che recarono il nome di Augusto, come Aosta (il nome odierno è contrazione da «Augusta») e Torino (che deriva da «Augusta Taurinorum»); in Roma vennero costruiti il Foro di Augusto, il portico di Ottavia, il teatro di Marcello.
Augusto mori nel 14 dopo Cristo, a 77 anni, in una sua villa presso Nola. Prima di morire disse che lasciava una Roma «dì marmo», dopo che l’aveva trovata «di mattoni».
In effetti era così, anche se, dietro le splendide apparenze, si nascondevano delle pericolose contraddizioni che di lì a poco sarebbero esplose.

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