ITALIA TRA LE DUE GUERRE

Nel dopoguerra vi era una situazione disastrosa, in Italia oltre i costi umani e materiali del conflitto si aggiungevano anche scioperi e agitazioni da parte degli operai, i contrasti sociali non facevano altro che acuirsi e al potere cadde il governo Giolitti mentre pian piano Mussolini, direttore dell’”Avanti”, un socialista, affermava il suo potere con il fascismo, e gli venne anche dato l’incarico di formare un nuovo governo, dal re Vittorio Emanuele III. Nello stesso periodo vi fu il delitto Matteotti, un deputato socialista che tentò di opporsi al governo, smascherando i risultati delle elezioni vinte con degli imbrogli. Quindi il fascismo represse da allora ogni forma di opposizione, nonostante ciò avviò alcune importanti riforme agricole, come il risanamento delle zone infestate dalla malaria, oppure la “battaglia del grano” allo scopo di perseguire l'autosufficienza produttiva di frumento. Inoltre Mussolini proclamò una politica coloniale e imperialista e inoltre si alleò con la Germania di Hitler tanto che nella Seconda guerra mondiale l’Italia proclamò il suo intervento date le numerose vittorie tedesche. Con l’avvento del fascismo termina inoltre la libertà di stampa, poiché potrebbe causare problemi al governo, e si fortifica al contrario la propaganda, che serve per “convertire” più persone al fascismo. Anche per quanto riguarda la scuola vennero attuate riforme, come la riforma Gentile, che imponeva la scelta dopo le scuole elementari fra l'avviamento professionale e la scuola media, e venne controllato anche l'insegnamento, per esempio vi era un unico libro di testo. Inoltre venne fondata l'Accademia d'Italia, per attrarre nell'orbita del regime i migliori intellettuali.

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