Religione Egiziana


Per gli antichi Egiziani gli Dei che avevano creato una zona così bella e protetta come il loro paese avevano anche scelto la maniera migliore di governare questa loro terra prediletta: la monarchia, quindi, era una istituzione divina e il Faraone era un rappresentante degli Dei. Bisognava dunque obbedirgli, così come si fa con le divinità. Se c'è un Faraone tutto va bene, se il trono è vuoto, o vi sale un usurpatore o uno straniero, tutto andrà male.
Ciò spiega come disciplinatamente gli Egiziani abbiano accettato il concetto che il territorio era del Faraone, al quale si dovevano pagare tasse e affitti, e come disciplinatamente abbiano lavorato per i Faraoni, senza mai opporsi o ribellarsi.
In Egitto così governo e religione si mescolano.
Per quanto riguarda la religione vera e propria c’è da dire che agli inizi era stata molto semplice. Ogni regione aveva una sua divinità locale, che spesso veniva raffigurata in forma di animale; ad esempio nella città di Kunopolis si adorava il dio Anubis, rappresentato con la testa di cane, a Bubaste si venerava Bast, una dea-gatta, nel Fayum Sobkt, un dio-coccodrillo.
Col progredire della loro civiltà gli Egiziani sentirono il bisogno di una religione più complessa; si posero, ad esempio, il problema della creazione del mondo: chi lo aveva generato?
I sacerdoti (che erano le persone più colte del paese) escogitarono complicate spiegazioni: dissero che il creato era opera di Rha (il sole), che aveva generato Shi (l’aria) e Tpenis (l’umidità), che a loro volta generarono Geb (la terra) e Nut (il cielo). Da questi nacquero Osiride, Iside, Seth, Nephthys. Osiride fu ucciso da Seth (principio del male) ma Iside ne ricompose i pezzi del corpo legandoli con bende e fece rinascere Osiride, il quale divenne dio dei morti. Horus, figlio di Osiride, uccise Seth, poi venne sulla terra e instaurò la monarchia.

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