_kia96_ di _kia96_
Ominide 1825 punti

Il razzismo

Razzismo: teorie e comportamenti tesi a realizzare e giustificare la supremazia di una razza, sia sul piano fisico che intellettuale, sulle altre.
- 1° teorico del razzismo: A J Gobineau, "Saggio sull'ineguaglianza delle razze" 1855. Secondo questo diplomatico francese la decadenza della civiltà è derivata dalla mescolanza tra popolazioni bianche e popolazioni di colore. Secondo questa teoria pseudoscientifica le razze umane erano riconducibili a quattro gruppi ( mongoloide, negroide, europoide e l'australoide). L'appartenenza era determinata in funzione del colore della pelle, riconoscendo una presunta superiorità della razza bianca
- 1871, Darwin, "L'origine dell'uomo": si affermava che la specie umana derivava dalle scimmie anche se una lenta evoluzione ci aveva portato a differenziarci dai nostri "parenti" più prossimi. Il parallelo con il mondo animale suggeriva che gli umani potessero essere classificati in razze sulla base del colore della pelle, degli occhi, …

Ma, come in natura il più forte prevale sul più debole, così era diritto del più forte prevalere sul più debole. Quindi le popolazioni di colore, con le loro società assai meno sviluppate di quelle bianche, sono azze inferiori e quindi è giustificato giustificato ogni abuso nei confronti degli Africani e, per estensione, anche degli Asiatici. Si dava cioè una presunta base scientifica al razzismo (darwinismo sociale).
La genetica moderna ha dimostrato che la classificazione per razze, possibile per gli animali non lo è per la specie umana le cui differenze biologiche sono collegabili ad un processo di adattamento a condizioni ambientali, climatiche, alimentari…
Le risorse intellettive e culturali di un popolo sono connesse a circostanze storiche, geografiche e sociali.
La razza umana è quindi una ed il grado di civiltà di un popolo deriva dalle opportunità che ha avuto di stabilire rapporti economici e culturali con le genti di altri paesi.
In realtà il corredo genetico di ognuno di noi è diverso da quello di tutti gli altri e la pigmentazione della pelle è un fattore del tutto trascurabile.

Manifestazioni razziali
1500 commercio triangolare (schiavi africani trasportati nelle piantagioni di cotone)
1700 nascita degli Stati Uniti: discriminazione negli stati del sud
1865 abolizione della schiavitù ma divieto dei matrimoni misti, esclusione dalle elezioni primarie. Nascono quartieri dove vivono esclusivamente neri (ghetti). Nascità del Ku Klux Klan: società segreta razzista.

1900 seconda guerra mondiale: genocidio (in Italia, ad esempio, nel 1938 iniziò la persecuzione ebraica pubblicando la "Carta della razza" e varando misure come il divieto di matrimoni misti e l'esclusione degli ebrei da impieghi pubblici)
1948 Sud Africa politica dell'apartheid (limitazione dei diritti politici e civili ,separazione dei bianchi e
dei neri nel lavoro, nelle scuole…)
1983 revisione in Sud Africa della politica segregazionista
1990 liberazione di Nelson Mandela
1993 elezione di Mandela alla presidenza del Sud-Africa

Nuovi razzismi
Constatare che «gli altri» si comportano diversamente da noi può provocare reazioni molto diverse: può nascere ammirazione, interesse, ma anche senso di superiorità per la propria cultura, convinzione di appartenere a una «razza privilegiata», ostilità per tutti quelli che sono di altre culture.
Pregiudizio: significa farsi un'idea di una persona prima ancora di conoscerla . Esso è generalmente basato su una predilezione immotivata per un particolare punto di vista o una particolare ideologia anche se non supportata da argomenti validi.

Etnocentrismo: pensare che la nostra cultura sia superiore alle altre.
Un esempio tipico di queste atteggiamento è quello degli skinheads. Questo movimento razzista ha la sua origine nei quartieri più poveri e più squallidi di Londra, intorno agli anni Cinquanta. I giovani aggressivi di allora, dediti alle battaglie di strada, violenti con le donne e gli stranieri, si chiamavano “teddy boys”; nel 1969 i più «duri» fondano gli skinheads. Hanno le teste rasate, i tatuaggi, i giubbotti neri imbottiti, gli «anfibi» ai piedi: diventano terribili teppisti negli stadi e, nelle strade, daranno la caccia agli immigrati di colore, agli handicappati, alle donne, persino ai bambini, ostentando scritte che inneggiano al fascismo e al nazismo.

L'etnocentrismo diventa in questi giovani senza futuro il pretesto per ogni eccesso possibile: la «difesa» del territorio da ingerenze esterne è simile a quella di un animale selvatico, ma il loro tono è spesso isterico, sostenuto dall'alcol e dall'istigazione reciproca.

Xenofobia: intolleranza violenta per tutti coloro che sono diversi,soprattutto verso gli stranieri.
Movimenti xenofobi (naziskin) sono nati in Germania dopo la riunificazione e si sono, in breve, diffusi in tutta Europa.
Hanno scatenato violenze contro le minoranze etniche, religiose, sociali. Questi giovani, riconoscibili per le loro teste rasate e i giubbotti di pelle nera contrassegnati da simboli di morte, si identificano con gli ideali di un risorgente nazismo e sono tristemente noti per la caccia contro gli immigrati.

Il fenomeno dell'immigrazione ha creato negli Stati dell'Europa occidentale problemi collegabili alle richieste, sempre più numerose, di stranieri alla ricerca di una casa e di un lavoro. Tutto ciò ha fatto sì che molti cittadini europei, temendo di essere defraudati dei loro diritti e del loro stato di benessere, abbiano finito con il considerare gli extracomunitari degli intrusi.

Registrati via email