La prima rivoluzione industriale



    Dove? In Inghilterra


    Quando? Tra la seconda metà del Settecento e gli inizi dell'Ottocento


    Le condizioni che favorirono l'Inghilterra come nucleo della Rivoluzione:

      Abbondanza di materie prime (in particolare carbone, minerale fondamentale per il funzionamento della macchina a vapore;
      Ricchezza di capitali da investire;
      Impero coloniale molto vasto (ciò assicurava maggiormente un'elevata e completa fornitura di materie prime da lavorare);
      Una conformazione geografica adatta alle comunicazioni (in assenza dei mezzi attuali era difficile spostarsi da un luogo all'altro perciò una conformazione pianeggiante del Paese ha sicuramente favorito i commerci, mentre in un'area geografica come la penisola italiana, stretta, lunga e montuosa, il nascere di vie di comunicazioni efficienti a quel tempo sarebbe stato alquanto improbabile);
      Un forte aumento demografico che avrebbe poi costituito la manodopera nelle fabbriche (nasceva così il cosiddetto proletariato, costituito da famiglie povere ma numerosissime);



    Invenzioni rilevanti:


    1733: Spoletta volante, congegno che permetteva la tessitura automatica (Jhon Kay)
    1764: Macchina filatrice (Hargreaves)
    1765: Pistoni, motore a vapore (usato inizialmente per azionare le pompe dell'acqua nelle miniere) e meccanismo biella-manovella (meccanismo che consente di trasformare il moto alternato in moto rotatorio e viceversa)(James Watt)
    1803: Battello a vapore (Fulton)
    1814: Locomotiva a vapore (progettata da Stephenson che applicò praticamente le innovazioni portate da Watt)
    1816: Fotografia (Niépce, anche se il brevetto è di Talbot del 1839)


    Conseguenze della rivoluzione industriale:


    Spopolamento delle campagne
    Turni di lavoro massacranti (14-16 ore)
    Esplosione del fenomeno del lavoro minorile
    Malattie e infortuni sul lavoro
    Urbanizzazione

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