La prima guerra mondiale e la rivoluzione russa

L’evento che scatena la prima guerra mondiale è l’assassinio dell’arciduca Francesco Ferdinando, perde del trono d’Austria, il 28 giugno 1914 a Sarajevo. Allo scoppio del conflitto e alla sua successiva estensione scala mondiale concorrono una serie di tensione preesistenti. Innanzitutto, il giovane impero tedesco a imboccato la strada di una rapida industrializzazione, cosa che preoccupa molto l’Inghilterra, la quale teme una tura degli equilibri europei e le perdita della sua supremazia navale. In secondo luogo, I francesi non hanno ancora digerito la sconfitta inflitta loro dalla Germania nel 1870. Infine, I rapporti tra impero austro-ungarico E Russia sono molto tesi per i continui scontri dei rispettivi interessi nei Balcani. Questi i motivi principali, cui si aggiungono i sentimenti nazionalisti sempre più diffusi tra i popoli europei, in particolare nell'area balcanica. Dopo l'assassinio dell'erede al trono asburgico, Il 28 luglio 1914 l'Austria dichiara guerra alla Serbia e immediatamente il governo russo ordina la mobilitazione generale delle forze armate. La Germania scende in campo al fianco dell'Austria, mentre la Francia, legata la Russia da un trattato, Provvede a sua volta alla mobilitazione seguita da un ulteriore ultimatum da parte della Germania e della successiva dichiarazione di guerra ( 3 Agosto). Il 5 agosto, dopo che la Germania ha invaso il Belgio per penetrare in Francia, la Gran Bretagna scende in campo contro gli imperi centrali. Gli eserciti scesi in campo nella ⪻grande guerra⪼ sono ⪻nuovi⪼ per quanto riguarda il numero di soldati, ma le strategie sono ancora legate alle esperienze del secolo precedente e puntano, in particolare, alla guerra di movimento, cioè a una strategia che prevede rapidi spostamenti di truppe in vista di scontri campali risolutivi. Agli inizi dello scontro, i tedeschi pensano di poter conquistare facilmente il territorio francese, ma, una volta giunti lungo il corso della Marna, vengono bloccati dalle truppe transalpine e comincia la cosiddetta guerra di logoramento, ovvero la guerra di posizione, in cui eserciti restano fissi allungo asserragliati nella trincea: la vita monotona a dura che vi si svolge è interrotta solo saltuariamente da grandi e sanguinose offensive, prive di reali risultati.

Le fasi della ⪻grande guerra⪼

allo scoppio del conflitto, l'Italia si dichiara neutrale, decisione presa dal presidente del Consiglio Antonio Salandra e giustificata dal carattere difensivo della Triplice Alleanza. Successivamente, le forze politiche e l'opinione pubblica si spaccano sulla questione dell'intervento contro gli imperi centrali, Trento e Trieste e di riunificare il paese. Gli interventistiauspicano l'entrata in guerra, i neutralisti non vogliono che l'Italia partecipa al conflitto. Alla fine, due 20 determinano l'entrata in guerra dell'Italia: le manifestazioni Piazza del maggio 1915 (le radiose giornate) e la volontà del re e del capo del Governo, che già da tempo hanno preso contatti con i paesi dell’intesa in cambio di acquisti territoriali. Il 23 maggio 1915 Italia dichiara guerra all'Austria e le operazioni cominciano il giorno seguente. Il comando dell'esercito viene affidato al generale Luigi Cadorna, che si appresta ad affrontare le truppe austriache lungo il corso dell'Isonzo e sulle alture del Carso. Tra il 1915 e il 1916 si combattono su Isonzo numerose battaglie, tutte sanguinose ma senza alcun risultato. Il 1917 e l'anno più difficile della guerra: le truppe di Cadorna, stanche, sono attaccate sull'alto Isonzo, nei pressi del villaggio di Caporetto. La manovra ha successo e i soldati italiani sono costretti alla resa, lasciando in mano al nemico un’enorme porzione di territorio e 30.000 prigionieri. Cadorna è sostituito da Armando Diaz, mentre dal governo viene apposto Orlando. La sconfitta di Caporetto trasforma la guerra nella difesa del territorio nazionale, che contribuisce a rendere le truppe italiane più combattivo. Il 24 ottobre 1918 italiani lanciano la loro offensiva, anche grazie alla definizione delle truppe di nazionalità non tedesca presenti nell'esercito austriaco, sconfiggono i nemici nella battaglia di Vittorio Veneto e li costringono a firmare l'armistizio di Villa Giusti, che entra in vigore il 4 novembre. Nel corso del primo anno di guerra, le truppe tedesche comandate dal generale Hindenburg attaccano the Lucy fermandovi sul confine prussiano e sconfiggendoli nelle battaglia di Dannenberg e dei laghi Masuri. Nel 1917 la situazione cambia. La rivoluzione bolscevica in Russia porta alla disgregazione dell'esercito e spinge il governo rivoluzionario di Lenin a chiedere una pace ⪻senza annessioni e senza indennità⪼. La pace di Brest-Litovsk, stipulata il 3 marzo 1918, comporta per la Russia gravi perdite territoriali, ma Lenin riesce a salvare il nuovo Stato socialista. Nell'estate 1914 i tedeschi invadono la Francia passando attraverso il Belgio e si attestano lungo il corso della Marna, a pochi chilometri da Parigi. Le truppe francesi comandate dal generale Joffre riescono però a respingerli e a farli arretrare lungo i fiumi Aisne e Somme. Gli eserciti contrapposti restano pressoché immobili fino al 1918, nonostante vi siano battaglie con centinaia di migliaia di morti. L'Inghilterra invia truppe in aiuto degli alleati francesi, che in agosto, ad Amiens, vengono ai tedeschi l'unica vera sconfitta da essi subìta sul fronte occidentale. La guerra sottomarina indiscriminata condotta dai tedeschi provoca, nel 1917, l'entrata in guerra degli USA che, pur non disponendo di un esercito pari a quello degli alleati, si rivelano comunque decisivi per le sorti del conflitto in virtù del grosso aiuto economico che sono in grado di offrire. Dopo la ⪻rivoluzione di ottobre⪼ in Russia, gli Stati dell'intesa a cui disco uno il carattere ideologico della guerra, la quale assume i toni di una difesa della libertà dei popoli contro i disegni egemonici degli imperi centrali. Fautore di tale interpretazione è il presidente statunitense Woodrow Wilson, il quale nel 1918 precisa la sua politica in un programma di pace, basato sul rispetto della libertà dei popoli e sulla riduzione degli armamenti, e redatto in 14 punti, in cui propone l'istituzione di un organismo internazionale, con lo scopo di assicurare il nuovo assetto che auspica per l'Europa: la Società delle Nazioni.

La conferenza di pace di Parigi

Alla conclusione del conflitto, Parigi è la città scelta dai vincitori per la messa a punto dei trattati di pace. Alla Germania, considerata unica responsabile del conflitto, viene imposta una pace punitiva con condizioni durissime. Innanzitutto, deve rinunciare a circa 1/8 dei suoi territori e a tutte le colonie e subire sanzioni sia economiche, per riparare ai danni provocati, sia militari, abolendo il servizio di leva, rinunciando alla marina rilasciando smilitarizzata valle del Reno. Dalla dissoluzione dell'impero asburgico nascono nuovi Stati, tra cui la Cecoslovacchia e la Jugoslavia. Per assicurare il rispetto dei trattati viene istituita, il 28 aprile 1919, la Società delle Nazioni(con sede a Ginevra), che richiede ai suoi membri di rinunciare alla guerra come mezzo per risolvere i contrasti, ma il nuovo organismo nasce minato da profonde contraddizioni, prima fra tutte la mancata adesione degli USA. Infine, rimarcato che a Versailles le aspirazioni dell'Italia non sono soddisfatte, anche perché Wilson si oppone alle rivendicazioni sulla Dalmazia e su Fiume: delegati italiani, protesta, abbandonano la conferenza per alcuni giorni.

La rivoluzione russa
Le sconfitte e le gravissime perdite militari e civili subite dalla Russia nei primi anni della ⪻grande guerra⪼ comportano un netto peggioramento del tenore di vita della popolazione. Pertanto, si moltiplicano le manifestazioni di protesta, fino ad arrivare allo sciopero generale di Pietrogrado del 10 marzo 1917 (25 Febbraio secondo il calendario giuliano ancora in uso in Russia), quando la rivolta degli operai e dei soldati provoca la caduta dello zar e la formazione di un governo provvisorio, presieduto dal socialista rivoluzionario Kerenskij, che prosegue la guerra contro gli imperi centrali. Nelle stesse settimane, fa il suo ritorno in patria, dopo un lungo esilio in Svizzera, anche Lenin. Leader della corrente bolscevica (di ⪻maggioranza⪼) del partito socialdemocratico russo, contrapposta alla menscevica (di ⪻minoranza⪼), Lenin persegue con determinazione il rovesciamento definitivo del regime zarista. Nel 2117, dopo una fallita insurrezione contro il governo provvisorio, il capo nella corrente bolscevica è costretto a fuggire. Intanto, I bolscevichi si rafforzano e conquistano la maggioranza neisoviet (I consigli dei lavoratori e dei soldati) di Pietrogrado e Mosca. Lenin torna in Russia e organizza un colpo di stato che ha luogo il 7 novembre (25 ottobre secondo il calendario russo). Kerenskij è costretto a fuggire, mentre i salviette assumono tutti poteri e formano un consiglio dei commissari del Popolo presieduto da Lenin: il primo atto del consiglio è la pace di Brest-Litovsk, cui seguono la nazionalizzazione delle terre, il controllo operaio delle fabbriche E la nazionalizzazione delle banche. Già alla fine del 1917 delle forze antibolsceviche si sono organizzate in ⪻armate bianche

E preparano una controrivoluzione, appoggiate dalle potenze dell'Intesa pensa che considerano che considerano la pace di Brest-Litovsk come un tradimento, e che non riconoscono il nuovo Stato socialista. Il governo rivoluzionario reagisce intensificando la repressione: nel 1918 I partiti di opposizione vengono messi fuorilegge e si riorganizza l'esercito, che prende il nome di Armata Rossa. Nel 1120 le armate bianche vengono sconfitte. Man mano che, Con la fine della guerra civile, il potere sovietico si estende dal centro alla periferia, vengono creati sia nuove repubbliche sovietiche sia regioni autonome per le principali nazionalità russe, finché il 30 dicembre 1922 è infine procedere a chiamarla l'unione delle repubbliche socialiste sovietiche (URSS). La nuova costituzione del 1924 comporta la dittatura del partito comunista (ex partito bolscevico), riconosciuto come unico partito legale, il cui obiettivo diventa l'estensione della rivoluzione nel resto del mondo. Dal 1919, infatti, è stata creata la Terza Internazionale ( o Comintern), con sede a Mosca, che raggruppa tutti i partiti comunisti sotto la leadership di quello russo, il cui scopo è quello di affrettare la rivoluzione mondiale.

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