panda^^ di panda^^
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La Prima guerra mondiale - Descrizione e fasi

In un tranquillo mattino del 28 giugno 1914, un'autovettura punta veloce verso l’ospedale di Sarajevo, capitale della Bosnia passata da poco sotto la dominazione austriaca; sul sedile posteriore siedono l’arciduca Francesco Ferdinando e sua moglie Sofia. A metà strada c’è un uomo che aspetta. È lo studente Gavrìlo Prìncip, affiliato alla “Mano Nera”, la società terroristica serba che ha sede a Belgrado. Lo studente spara sui passeggeri dell’automobile. Dalla bocca dell’arciduca esce un rivolo di sangue. La duchessa urla, ma il secondo colpo la raggiunge in pieno e si accascia morta.
L’imperatore d’Austria Francesco Giuseppe fu avvertito dell’attentato con un telegramma e fu preso da un momento di disperazione. Ritenne il Regno di Serbia responsabile del crimine a tutti gli effetti e, dopo aver ottenuto l’approvazione del suo principale alleato, il Kaiser Guglielmo II, dichiarò guerra alla Serbia. Ma quella fu solo la goccia che fece traboccare il vaso, dietro c’erano soprattutto problemi economici mai risolti.

Gli altri governanti europei mandarono le condoglianze e pensarono che tutto sarebbe finito con qualche bombardamento dimostrativo su Belgrado, tanto che in quei giorni un quotidiano di Parigi, il "Figaro", uscì con il titolo “ Nessun timore di complicazioni”. Invece lo zar fu informato del fatto che la rappresaglia dell’Austria sarebbe giunta fino ad annientare la Serbia, a farla scomparire come Stato e ad annetterla al suo Impero. Questa minaccia coinvolgeva la Russia, protettrice dei Serbi e ostile a un’espansione dell’Impero austro-ungarico nei Balcani. Il 2 agosto la Germania dichiarò guerra alla Russia e il 3 agosto alla Francia e al Belgio che si era dichiarato neutrale. Il 4 agosto l’Inghilterra proclamò che non avrebbe permesso un attacco alle coste francesi o alle città belghe, dichiarando guerra alla Germania. Così il 5 agosto 1914 scoppiò la Prima guerra mondiale tra le potenze della Triplice Intesa, che da allora in poi chiamarono sé stesse Alleati, e le potenze della Triplice Alleanza chiamarono sé stesse Imperi centrali. L’Italia si dichiarò per il momento neutrale.
I soldati di entrambi gli schieramenti partirono entusiasti per il fronte. Anche i socialisti. Ognuno partiva come per una bella avventura che avrebbe reso eroe anche l’uomo più oscuro. Tutti del resto erano convinti che sarebbe stata una guerra lampo, come dichiaravano sui giornali i rispettivi Stati maggiori e davano appuntamento ai familiari a Natale. A Natale invece la pace appariva sempre più lontana. Lo stato maggiore tedesco aveva fatto scattare, in agosto, il piano del Fronte occidentale che prevedeva l’immediata invasione della Francia e, calpestando tutte le leggi internazionali, aveva occupato il Belgio neutrale. Dopo questo folgorante successo, 1.150.000 uomini marciarono su Parigi, ma i soldati francesi ed inglesi, ai quali si unirono a questo punto quelli belgi, opposero una resistenza accanita sul fiume Marna, dove la battaglia infuriò ininterrottamente per sei giorni, dal 6 al 12 settembre 1914, finché i tedeschi furono costretti a ripiegare. Allora entrambi gli eserciti già esausti e privi di rifornimenti, scavarono centinaia di chilometri di fossati nei quali si ripararono in attesa della battaglia decisiva.
Nel giro di poche settimane il confine tra Francia e Germania, dalle montagne svizzere al canale della Manica, fu solcato da queste macabre strisce, nelle quali il giorno dello scontro finale non arrivò mai, ma in compenso quotidianamente si andava all’assalto, si moriva falciati dal fuoco nemico, si dormiva nel fango sotto la pioggia, si soffriva la fame e il freddo, scoppiavano le epidemie. La guerra-lampo si trasformò in un'estenuante guerra di trincea, costellata da migliaia di piccoli attacchi che nel tempo si rivelarono più sanguinosi di una battaglia campale. Intanto i giornali trasmettevano le notizie ai civili rimasti nelle città. Il numero quotidiano dei morti era altissimo. Nei primi quattro mesi di guerra caddero 400.000 combattenti e ne fu ferito 1.000.000. Nessuno aveva mai visto né previsto una strage di simili proporzioni. Il fronte orientale si estendeva sul Mar Baltico alla Romania e opponeva l’esercito austro-ungararico, potentemente aiutato da quello tedesco, all’esercito russo. Alla fine del 1914, dopo soli cinque mesi di guerra, i Russi avevano sacrificato 1.200.000 uomini e inflitto altrettante perdite al nemico.
Nel 1915 finirono le armi e le munizioni e per più di un anno le industrie imperiali non riuscirono a far arrivare al fronte rifornimenti sufficienti. Così, trovandosi in grave difficoltà, gli zar convertirono le industrie leggere in fabbriche di armi, cannoni e mezzi di trasporto militari. Nel frattempo l’Italia era corteggiata da entrambe le opposte alleanze con la promessa di ampie concessioni territoriali. La maggioranza della popolazione italiana però era neutralista. Lo erano, infatti, i cattolici, i liberali e i socialisti, fedeli agli ideali pacifisti della Seconda Internazionale. Gli interventisti erano invece un gruppo esiguo che, grazie ai giornali e ad alcune importanti personalità del mondo della cultura, tra le quali spiccava Gabriele D’Annunzio, riusciva a far credere di rappresentare ampie fasce sociali. A questo schieramento apparteneva un ex socialista, Benito Mussolini. Ne facevano parte anche i futuristi, un gruppo di artisti e di intellettuali innamorati della tecnologia moderna, dell’azione e della “guerra purificatrice”, i repubblicani di sinistra, eredi della tradizione del Risorgimento, e infine i nazionalisti di destra, che aspiravano a inserire l’Italia nella cerchia delle grandi potenze imperialiste e coloniali.
Nel 1915 l’Italia decise di schierarsi a fianco della Triplice Intesa che, oltre all’assegnazione del Trentino-Alto Adige, le prometteva una serie di interessanti acquisizioni territoriali. Entrò quindi in guerra, aprendo un Fronte Italiano contro Austria e Germania. Inoltre nonostante ciò che stava accadendo sul Fronte occidentale, il comandante in capo, il generale Luigi Cadorna, era ancora convinto che la sola guerra onorevole fosse la guerra-lampo, basata su un unico attacco decisivo. Le grandi potenze cominciarono ad utilizzare alcuni degli strumenti di morte come le mitragliatrici, gli aeroplani, i gas e i sommergibili. Fallita la guerra lampo, la grande protagonista divenne la trincea, un fossato scavato nel terreno per mettere i soldati a riparo dal fuoco nemico. Essa era dotata di ripari, protetta da reticolati di filo spinato e da nidi di mitragliatrici. Dopo anni di guerra di trincea in tutte le nazioni si creò un fronte interno, costituito da diserzioni e ammutinamenti fra le truppe e scioperi nelle fabbriche. Immenso fu in Fronte interno che in Russia travolse il regime dello zar, sfociò nella rivoluzione del 1917 e determinò l’uscita della Russia dalla guerra. Da guerra europea si trasformò in guerra mondiale quando entrò in guerra l’America. Inoltre nel conflitto erano già entrate la Turchia e il Giappone.
Nell’ottobre del 1917 l’esercito italiano era stato travolto da un’offensiva austriaca presso Caporetto e costretto a ritirarsi. Il generale Cadorna fu sostituito dal generale Armando Diaz, che riorganizzò l’esercito e nell'ottobre del 1918 sbaragliò l’esercito austriaco a Vittorio Veneto.
La sconfitta dell’Impero austro-ungarico sul fronte italiano e della Germania sul fronte occidentale posero fine alla guerra. In Germania fu proclamata la Repubblica di Weimar. Il 4 novembre 1918 l’Austria firmò la resa all’Italia, seguita dalla Germania. La Prima guerra mondiale era finita. Alla fine della guerra si contarono più di 8 milioni di morti e tantissimi feriti e invalidi. Nel 1919 si svolse a Parigi una conferenza per la pace a cui parteciparono tutti i Paesi che avevano vinto la guerra. Il presidente degli Stati Uniti Woodrow Wilson presentò un piano in 14 punti che prevedeva libertà commerciale in tutto il mondo, riduzione degli armamenti, autodeterminazione per tutti i popoli e la creazione di una Società delle Nazioni.
Nello stesso anno 1919 il trattato di Versailles dettò le condizioni di pace alla Germania. Ciò avvenne per soddisfare la vendetta della Francia e mise in una posizione difficilissima i delegati della Repubblica di Weimar. L’Austria perdette tutti i suoi domini imperiali ed anche l’Ungheria fu costretta a cedere parte del suo territorio alla Romania e a due nuovi Stati: la Cecoslovacchia e la Iugoslavia. Fu inoltre creata la Polonia. Neanche i vincitori si ritennero soddisfatti. L’Italia ottenne il Trentino, il Sud-Tirolo e Trieste. Ma non la Dalmazia e Fiume, per questo fu coniata l’espressione “vittoria mutilata”. Questo organismo avrebbe dovuto mantenere la pace intervenendo sulle Nazioni che mostravano intenti aggressivi. Invece non funzionò così. Inoltre non poteva intervenire contro nessuno con un esercito armato.

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