Positivismo e realismo

Nella seconda metà dell'Ottocento si sviluppò una filosofia chiamata positivismo causata da un esaltazione del progresso scientifico. Si rifletté molto soprattutto riguardo alla creazione e, principalmente in America, nacquero due correnti di pensiero: evoluzionismo e creazionismo. Gli evoluzionisti credevano nella laicità della creazione e nell'evoluzione del genere umano, mentre i creazionisti credevano che tutto fosse opera di Dio e si basavano sulle parole scritte sulla Genesi.
Tra gli evoluzionisti si ricorda Charles Darwin (1809-1882), che ipotizzò la cosiddetta "legge del più forte", enunciata in un saggio del 1859 e ancora oggi interpretata nel darwinismo sociale. Egli, dopo numerosi viaggi e vari studi, aveva intuito che molte specie animali si fossero estinte perché non idonee al luogo in cui vivevano lasciando, appunto, solo il più forte.

Intanto, nello stesso periodo, la Francia si distinse per la corrente letteraria del Naturalismo, in cui gli autori poterono denunciare la miseria della classe operaia e delle banlieue di periferia. Molto simile è anche il Verismo italiano, di cui si ricordano Verga, Capuana e Fucini. Loro denunciarono soprattutto lo sfruttamento subito dai contadini del Sud ed erano amareggiati dal cambiamento che, nel Mezzogiorno, tardava ad arrivare.
Nella pittura si iniziarono a riprodurre scene di vita quotidiana, spesso non appezza te perché denunciavano la miseria popolare, e questa corrente fu detta Realismo. Essa, come d'altronde l'Impressionismo, si è sviluppata quasi totalmente in Francia. Tra i maggiori artisti troviamo Daumier, famoso per le sculture satiriche, Millet, famoso per le scene di preghiera dei contadini, e Courbet, che aprì una propria mostra al fine di pubblicare tutte le sue opere più meritevoli. Nello stesso periodo nacque anche l'Impressionismo, di cui si ricordano Renoir, Degas e Monet.
Nello stesso periodo in Italia nacquero i Puntinisti che usavano i punti come maggiore forma espressiva e i Macchiaioli che, imponendosi ai canoni di chiaro-scuro, dipingevano a macchie compatte di colore, senza sfumare e tra loro si ricorda soprattutto Fattori.

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