Polis di Atene - Guerra del Peloponneso

L’espansione di Atene, a seguito della vittoria contro i Persiani, non poteva non preoccupare Sparta, la quale, nel 431 a.C., decise di assalire militarmente la «polis» rivale, ricorrendo a pretesti.
Iniziò così un lunghissimo conflitto fra le due «poleis», che va sotto il nome di guerra del Peloponneso.
L’esercito spartano cominciò col devastare sistematicamente le campagne dell’Attica: migliaia di persone allora si rifugiarono in Atene. Il concentramento nella città di tanti profughi favorì lo sviluppo di una delle più micidiali malattie epidemiche del mondo antico: la peste. L’epidemia durò due anni e fece migliaia di vittime, tra le quali lo stesso Pericle.
La situazione di Atene divenne gravissima: la peste aveva decimato l’esercito, le navi erano ferme perché non si trovavano più uomini per formare gli equipaggi, gli Spartani attendevano la fine del contagio per conquistare la città.

Un tentativo di riprendere la lotta venne fatto, in maniera molto avventata, da Alcibiade, un uomo politico ambizioso e imprudente, il quale, non appena si delineò una certa ripresa in Atene, escogitò una assurda spedizione militare in Sicilia, contro la città di Siracusa alleata di Sparta, spedizione che si concluse in una disfatta degli Ateniesi da parte delle truppe subito inviate da Sparta a proteggere la città siciliana.
Atene restava così definitivamente priva di forze: fu un gioco per gli Spartani conquistarla (404 a.C.) ed imporvi il governo di trenta Ateniesi di loro fiducia, che vennero detti i Trenta Tiranni.
Sparta impose ad Atene condizioni durissime. Le tolse ogni possedimento in Attica e fuori, tutte le navi, installò una guarnigione militare nella città; i «Trenta Tiranni», inoltre, governarono in maniera spietata (più di 1500 persone vennero uccise, i diritti politici vennero concessi solo a 3000 cittadini su 400.000, gli uomini di cultura vennero perseguitati; il grande filosofo Socrate venne processato e condannato a morte). Ormai Atene non era altro che una piccola, misera città ellenica, oppressa e impoverita.

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