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I pionieri e i pellerossa

Dopo la metà dell’Ottocento si formò una moderna nazione industriali: gli Stati Uniti d'America.
Decine di migliaia di pionieri, contadini poveri, minatori, mandriani di bovini (i cowboy), palmo dopo palmo si occuparono e trasformarono in terreni adatti all’agricoltura e allevamento le immense praterie del Missouri. I pionieri erano americani ma anche tedeschi, scandinavi, polacchi e soprattutto irlandesi.
I pionieri sottraevano le terre dei nativi indiani, i cosiddetti pellerossa, che da molto tempo abitavano in quelle regioni.
La lotta fra indiani e coloni bianchi fu impari, soprattutto quando i bianchi misero in campo il treno e i cannoni.
Negli Stati Uniti crebbero un dinamico sistema industriale e una borghesia di imprenditori, banchieri, commercianti.
Negli stati del Sud l’economia era fondata sulle grandi piantagioni a monocoltura specialmente a cotone, basate sulla manodopera di schiavi neri provenienti dall’Africa.

Una frattura insanabile le porta alla guerra civile.
Gli stati del Nord e quelli del Sud avevano pertanto interessi e mentalità radicalmente diversi che portarono alla guerra di secessione.
Nel 1860 Abraham Lincoln divenne presidente degli Stati Uniti.

Gli Stati Uniti del Sud decisero di separarsi da quelli del Nord e proclamarono la loro secessione.
Gli stati secessionisti si organizzarono in una confederazione. La guerra civile iniziò del 1861 e fu terribile e devastante.
Dopo quattro anni di battaglia e tanti morti da entrambe le parti, i nordisti costrinsero le armate sudiste alla resa il 9 aprile del 1865.
Il 14 aprile Lincoln venne assassinato.
IL presidente fece votare una legge che stabiliva di liberare gli schiavi neri nel 1865.

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