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Il Novecento

Il Primo Novecento

La prima parte del secolo più vicino a noi è l’epoca delle guerre mondiali, dei regimi totalitari e dei genocidi.
La prima guerra mondiale fece oltre un milione di morti; l’Italia fu tra i Paesi vincitori, ma pagò duramente il proprio contributo a causa dei morti e della distruzione del territorio.
Nel nostro Paese, nel 1922 prese il potere un dittatore, Benito Mussolini, che abolì ogni libertà. La dittatura fu anche causa di notevole isolamento culturale.
Le leggi razziali, nel 1938, causarono l’espulsione degli ebrei dalle scuole.
L’Italia partecipò alla Seconda Guerra mondiale a partire dal 1940; dalla fine del 1943 attuò anche sul proprio territorio il rastrellamento e la deportazione degli ebrei in campo di concentramento.
Sul territorio italiano agirono, durante la guerra, oltre agli eserciti dei paesi in conflitto, anche italiani che volevano combattere la dittatura di Mussolini: i Partigiani. Questa lotta di liberazione, che si concluse nel 1945, sarà al centro anche di numerose opere letterarie.

Il Secondo Novecento

L’Italia del secondo dopoguerra è un paese prostrato economicamente e lacerato da gravi tensioni interne. Dalla metà degli anni Cinquanta l’economia italiana attraversa una fase di intenso sviluppo: negli anni del cosiddetto boom economico, la ripresa tocca prima di tutto l’industria e più lentamente anche l’agricoltura.
Lo straordinario sviluppo industriale provoca un’accelerazione dei flussi migratori dal sud del paese verso le fabbriche nei centri del nord: questo fenomeno, insieme all’affermazione di un nuovo e potentissimo mezzo di comunicazione, la televisione, avrà un ruolo fondamentale nell’uniformare i modelli linguistici degli italiani

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