sese98 di sese98
Sapiens 781 punti

La Repubblica italiana

Le elezioni del 1948 chiusero definitivamente l'epoca dell'unità antifascista e ne aprirono un'altra:quella del Centrismo. De Gasperi, infatti, nonostante la DC avesse la forza di governare da sola, scelse di coinvolgere nella maggioranza i partiti di centro: il Partito liberale, guidato dal filosofo Benedetto Croce e dall'economista Luigi Enaudi che divenne il secondo presidente della Repubblila; il Partito repubblicano (PRI), guidato da Ugo La Malfa, che si ispirava agli ideali mazziniani; il Partito socialdemocratico (PSDI), guidato da Giuseppe Saragat, nel quale nel 1947 si erano raccolti i socialisti che non volevano collaborare con i comunisti e l'Unione Sovietica. L'epoca del centrismo fu caratterizzata da governi fondati sulla collaborazione di questi quattro partiti (quadripartito). Una delle iniziative più importanti di questo periodo fu la riforma agraria.Il governo intendeva andare incontro alle esigenze dei contadini dell'Italia centro-meridionale. Concretamente la riforma agraria consistette nell'espropriazione di una parte dei grandi latifondi e nella loro redistribuzione, in piccoli appezzamenti, ai contadini. La legge però aveva molti limiti e modificò soltanto in parte i rapporti di proprietà nelle campagne. In Sicilia, ad esempio, delle 67000 famiglie che dovevano ottenere della terra ,soltanto poco più di 17000 la ricevettero effettivamente. Sempre nel 1950, il governo cercò di affrontare il problema dell'arretratezza del Meridione istituendo la Cassa del mezzogiorno. Si trattava di un ente il cui obiettivo era era la costruzione, nell'arco di un decennio, di grandi opere pubbliche (acquedotti, strade, ferrovie ecc.). Queste opere avrebbero dovuto determinare il decollo del Sud del Paese. In realtà questo non è accaduto e spesso i soldi della Cassa sono stati utilizzati per aiutare gruppi vicini ai partiti di governo, piuttosto che finanziare iniziative veramente produttive.Un primo segnale della crisi del centrismo si ebbe nel 1953. Per rafforzare la maggioranza di governo, De Gasperi fece approvare una nuova legge elettorale,secondo la quale lo schieramento di partiti che avesse totalizzato più del 50% dei voti avrebbe potuto il 65% dei seggi parlamentari. L'obiettivo di De Gasperi era quello di garantire alla maggioranza la forza per governare senza essere condizionata dall'opposizione. Però i partiti di sinistra combatterono aspramente la nuova legge elettorale,definendola una legge tuffa. Si andò comunque al voto, ma lo schieramento di centro non superò il 50% dei voti. L'obiettivo mancato spinse De Gasperi ad abbandonare la guida del governo. Tra il 1953 e il 1958 si formarono altri governi centristi, ma in una situazione politica sempre più instabile.

Registrati via email