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Stalin

Stalin, che in russo significa "uomo d'acciaio", è stato uno degli artefici della nascita di una delle più grandi potenze mondiali: l'Unione Sovietica. A differenza del suo predecessore Lenin egli pensava che, per ottenere uno stato solido con un partito compatto, bisognava utilizzare l'apparato repressivo man mano che si avanzava nella creazione di uno stato comunista.
Dotato di personalità e carisma, durante la gioventù fece parte della squadre rivoluzionarie e trascorse molti anni di deportazione in Siberia. Entrò poi a far parte del Comitato militare in cui si fece notare per coraggio e rigidità. Convocato da Lenin, ottenne l'incarico di segretario generale del Comitato centrale, e grazie alla sua determinazione seppe trasformare questa carica in un trampolino di lancio per il suo progetto di leader. Per far si che Lenin scegliesse lui come suo successore, Stalin eliminò tutti gli avversari politici (tra cui il suo collaboratore, Trotskji) e tutti coloro che sostenevano ideologie diverse: iniziò cosi il periodo delle grandi purghe in cui più di 738.000 persone furono eliminate attraverso aggressioni, omicidi e complotti. La dittatura di Stalin è infatti chiamata "dittatura personale", ma con Stalin al potere, l'Urss diventò una delle potenze più industrializzate, grazie ai piani quinquennali e all'eliminazione dei dissidenti politici attraverso i campi di lavoro (i Gulag), la fucilazione o l'esilio in regioni aspre dove era difficile sopravvivere. Le stime dicono che stalin nei 20 anni della sua dittatura abbia eliminato un numero di persone compreso tra i 20 e i 50 milioni.

Curiosità
Sebbene volesse sembrare imponente, Stalin era alto solo 1,64 cm, e aveva parecchie deformazioni fisiche. Una varicella molto acuta aveva lasciato molti segni sulla sua pelle. Inoltre, dopo essere stato investito da un cavallo, il suo braccio sinistro era paralizzato. Un'infezione aveva fatto si che le ultime dita del piede destro si fossero unite.

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