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Il territorio italiano dipendeva dalla Spagna e l’unico vantaggio era quello della pax ispanica che era una protezione del territorio e naturalmente l’Italia fu inserita in un territorio commerciale più vasto. Il ducato di milano conservava la sua autonomia riconosciuta e garantita dalla monarchia spagnola rimanendo uno stato principesco. Il ducato di milano ebbe grande importanza nella politica internazionale e nella lotta contro i turchi. La sicilia svolgeva funzioni importanti nella comunità imperiale grazie alla posizione strategica e alla grande riserva cerealicola. Il ducato di Savoia consolidò la sua autonomia territoriale e politica dopo la pace di Cateau Cambresis grazie ad Emanuele Filiberto il quale definì la linea di politica internazionale e l’idea di espansionismo verso l’Italia dei Savoia . Era problema per i Savoia la relazione con la francia e la sua funzione anti-spagnola.
Fu rafforzato l’esercito e la leva obbligatoria andava dai 18 anni ai 50. Carlo Emanuele I seppe sfruttare l’antica capitale del ducato torino come congiunta critica nelle guerre di religione . La repubblica di venezia a causa della sua posizione dovette far fronte sia alla potenza spagnola sia a quella austriaca creando un’alleanza con la spagna contro i turchi . Al centro della penisola lo stato pontificio rappresentava una potenza territoriale di rilievo riuscendo ad unificare vari territori che appartenevano a signorie locali. Con l’aumento della popolazione salì anche il prezzo dei cereali e in Lombardia fu realizzata una moderna opera d’irrigazione che fece salire anche il valore dei terreni. Anche a Milano, come nel regno di Napoli, le autorità erano rappresentate dal viceré e dal governatore condizionati dal senato milanese e dal consiglio collaterale napoletano che aveva competenze amministrative legislative e giudiziarie.

Il ducato sabaudo, il gran ducato di Toscana e lo Stato pontificio non erano soggetti al dominio spagnolo e Emanuele filiberto si proclamò sciolto da tutti i vincoli di tipo legislativo. Nello stato pontificio il pontefice aveva un duplice ruolo come capo della chiesa cattolica e sovrano di uno stato temporale. Nel 1576 le leges novae stabilirono l’unicità del corpo nobiliare e le regole obbligatorie rigide per l’accesso alle cariche pubbliche. Dopo il concilio di trento che definì tutti gli aspetti della controriforma e della riforma cattolica, tutti i paesi cattolici accettarono la prerogativa della chiesa di esercitare in tribunali speciali la giustizia ecclesiastica. Venezia cercò di rimanere estranea a questa situazione creando dei conflitti con il papato infatti il papa Paolo V scomunicò tutte le autorità civili e veneziane e minacciando l’interdizione e solo la mediazione di Enrico IV riuscì a risolvere la situazione.

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