Gaia:) di Gaia:)
Ominide 19 punti

Italia - secondo dopoguerra

L’Italia era uscita dal secondo conflitto negli ultimi giorni di Aprile del 1945, gravemente danneggiata.
Il paese era stato devastato dagli eserciti rivali: strade, ponti, ferrovie, fabbriche erano state distrutte e il tasso di disoccupazione era alto, i prezzi salivano e la gente pativa la fame.
Dal punto di vista politico l’Italia era una monarchia costituzionale e il re aveva ceduto i poteri al figlio Umberto.
Il Comitato di Liberazione Nazionale (CLN), un'associazione di partiti e movimenti oppositori al fascismo e all'occupazione tedesca, costituì un governo formato da tutti i partiti che avevano lottato insieme nella Resistenza con l’obiettivo di superare la crisi.
Oltre i problemi economici legati alla ricostruzione e il governo dovette affrontare problemi politici, in particolare doveva chiamare in voto i cittadini per:

- Scegliere se l'Italia doveva rimanere una monarchia o diventare una repubblica;
- eleggere i rappresentanti nell'Assemblea costituente.
Le elezioni politiche del 2 giugno 1946 furono le prime elezioni della storia italiana dopo il periodo di dittatura fascista, che aveva interessato il paese nel ventennio precedente.
Ebbero diritto di voto tutti gli italiani, maschi e, per la prima volta, femmine di almeno ventuno anni d'età. Agli elettori furono consegnate insieme la scheda del referendum per la scelta fra Monarchia e Repubblica (referendum istituzionale) e quella per l'elezione dei 556 deputati dell'Assemblea Costituente, cui sarebbe stato affidato il compito di redigere la nuova carta costituzionale, come stabilito. Si votò per la proclamazione di un'Assemblea Costituente che avrebbe dato origine al nuovo corso istituzionale del Paese.
Vinse la repubblica e il re andò in esilio in Portogallo. Nell’Assemblea Costituente ottennero molti voti: La democrazia cristiana, il Partito Comunista e il Partito Socialista.
I lavori della costituzione entrarono in vigore 1° gennaio 1948, e con la nuova costituzione l'Italia diventava una Repubblica democratica parlamentare, con un presidente eletto per sette anni dalle Camere, alle quali spetta il potere legislativo.
Il governo ebbe potere esecutivo, e la magistratura invece il potere giudiziario.
Mentre si preparava la Costituzione erano in atto dei provvedimenti per risanare l’economia. L’obiettivo fu raggiunto però grazie all’economista Luigi Einaudi e al piano Marshall. Il piano Marshall ebbe origine da un discorso operato da George Marshall grazie a lui furono destinati milioni e milioni di dollari (circa ventidue miliardi di allora) per la ricostruzione del vecchio continente, occorreva però utilizzare bene tutto quel denaro.

Registrati via email