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L’illuminazione elettrica nell’800

L'illuminazione elettrica iniziò nel 1814 con l’invenzione delle lampade ad arco, successivamente il brevetto fu perfezionato e fu inventata la lampadina ad incandescenza.
L'illuminazione elettrica fu possibile grazie all’invenzione di Humphry Davy (lampade ad arco) e di Thomas Edison nel 1879 (lampade ad incandescenza). Le lampade ad arco non ebbero molto successo, mentre un impianto ad illuminazione ad incandescenza fu realizzato a New York ed altri a Torino e a Milano.

Humphry Davy

Davy scoprì che era possibile produrre all’estremità di due carboni una luce brillante, facendo passare attraverso di essi una corrente elettrica che venne poi chiamata luce ad arco e solo dopo la seconda metà dell’Ottocento quando furono disponibili le dinamo che generavano elettricità che questo tipo di lampada cominciò ad essere utilizzata; il suo impiego però fu molto modesto, il difetto di questa lampadina era, infatti, la sua luce troppo violenta per l’illuminazione di case ed uffici. Per questo motivo si cercò di dosare la luce elettrica, ma il problema venne subito abbandonato in quanto si diceva: “il dosaggio della luce non può venire risolto da cervello umano”.

Thomas Alva Edison

Thomas Alva Edison però non si arrese e iniziò a documentarsi circa la luce elettrica e tentò di rendere incandescentivari materiali all’interno di un globo di vetro dal quale era stata tolta l’aria, tra questi vi furono un filo di platino, uno spago, delle fibre di noci di cocco, un pezzo di canna da pesca, del legno, una corda di violino, pelle di coccodrillo.
L’unico materiale che si prestò a tale uso fu un filo di cotone trattato con catrame, un minerale a forma di forcina per capelli; il difetto di questo materiale era però la fragilità, infatti, si rompeva spesso nel tentativo di farlo entrare nel vetro. Il 21 ottobre 1879 finalmente Edison e i suoi collaboratori riuscirono ad installare il filo che fu collegato ad una dinamo.
La notizia fu diffusa in tutto il mondo attraverso i giornali, ma molti furono diffidenti e così Edison a capodanno invitò a Menlo Park centinaia di persone e dopo qualche secondo di attesa nel buio più denso si accesero migliaia di lampadine.
Dopo ciò le azioni della Edison Eletric Light Company salirono da 106 a 3,000 e la gente comincio ad aver fiducia nelle lampadine ad incandescenza.

Il primo impianto fu installato in un quartiere di New York, a sud di Wall Street, il problema però era la progettazione di una centrale generatrice d'energia per alimentare tutte le 13.000 lampadine. Per questo Edison acquistò un palazzo a quattro piani nel quale inserì otto caldaie a vapore e otto motori, anche questi a motore, che azionavano otto dinamo.
Quando il meccanismo si dimostrò funzionante Edison ammise di voler entrare in competizione con il gas illuminante e di voler estendere il sistema in tutto il mondo.
Per attirare l’attenzione dei visitatori di una fabbrica americana e farsi pubblicità la Edison fece distribuire i biglietti da visita da un ragazzo straniero altissimo con un elmetto in testa. Su di esso era fissata una lampadina elettrica che a sua volta era collegata con due fili (nascosti) a due placchette di rame sistemate sotto le scarpe del ragazzo. Altre due placchette erano incastrate nel suolo, così il ragazzo alzando e abbassando le scarpe poteva accendere e spegnere la lampadina senza usare le mani. Il secondo progetto pubblicitario fu realizzato durante le elezioni del Presidente. Consisteva in un corteo, a cui parteciparono circa 350 persone, in cui le lanterne giapponesi furono sostituite con delle lampade elettriche. Ogni lampada aveva la forza di sedici candele, tranne quella a capo del corteoche era tenuta da un uomo a cavallo, il quale aveva la forza di 200 candele. Per circa due ore il corteo “passeggiò” per le strade di New York attirando i passanti.


L'illuminazione garantì grandi cambiamenti nella società:

- le giornate erano più lunghe, non essendo condizionate unicamente dalla luce solare e quindi anche il tempo per svolgere alcune faccende aumentava;

- Prima c’era un uomo addetto all’accensione delle poche fonti d'illuminazione della città;
- Diminuì il consumo delle candele, delle lampade ad olio;
- Il lavoro in miniera migliorò e soprattutto i pericoli di questa professione diminuirono, infatti, queste persone erano sottoposte a grandi rischi a causa del gas utilizzato per alimentare le lanterne che poteva facilmente esplodere;
- Le persone andavano a dormire più tardi e più affaticate, quindi diminuì il numero delle nascite.
Dopo l’invenzione della lampadina la società subì molti cambiamenti. Per esempio si inventò un meccanismo che permetteva di illuminare le scale (Murat) che consisteva di avere una lampada ai piedi delle scale, alla quale era collegata una corda con un peso. Il ritardatario doveva solo tirare il peso e la lampada veniva alzata precedendolo sulle scale. Quando si arrivava in cima, lasciando il peso la lampada tornava in fondo. Altro cambiamento fu l’invenzione delle macchine fotografiche e da ripresa. In più, con l’elettricità, migliorò la medicina (laringoscopio, raggi x e trattamento elettronico dei cadaveri) e la pubblicità (proiettore elettrico e pubblicità sulle nuvole).

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