Ideologie preistoriche


Sin dai primordi della sua storia l’uomo ha cercato di dare una spiegazione a ciò che non conosceva, ai fenomeni che gli avvenivano intorno. Naturalmente le spiegazioni che dava erano ingenue, semplici, adeguate al livello di civiltà che aveva raggiunto.
Inizialmente si pensò, ad esempio, che ogni essere vivente (un animale, una pianta) avesse dentro una forza misteriosa, come quella che esisteva negli uomini, e che lo faceva muovere, vivere, agire. Poi si pensò che anche le cose avessero dentro una forza del genere: il fuoco si agita, l’acqua scorre, le nuvole fuggono nel cielo, i fulmini saettano e bruciano.
Ogni cosa, quindi, venne considerata magica ed anche potente, in quanto l’uomo non era ancora in grado di capire e dominare la natura. Potente: poteva, cioè, fare anche del male; bisognava, dunque, cercare di ingraziarsi queste forze misteriose, offrendo ad esse dei doni di valore, sacrificando cioè le cose più preziose che l’uomo possedesse e che allora erano costituite da cibo, oggetti costati molta fatica e lavoro.
C'è da tener presente che, fra tutti gli esseri viventi, per gli uomini preistorici erano più importanti quelli che li aiutavano a tenersi in vita (gli animali dei quali mangiavano Ia carne, ad esempio); quasi per farsi perdonare l’uccisione di questi esseri gli uomini primitivi li dipingevano su muri, rocce, caverne, come delle immagini sacre da venerare.

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