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Mahatma Gandhi - Vita e ideali

Gandhi nasce il 2 ottobre 1869 a Porbandar, la sua famiglia appartiene alla comunità modh, gruppo tradizionalmente dedito al commercio, quindi ad una casta ricca e privilegiata.

All'età di diciassette anni parte per studiare da avvocato presso la University College di Londra. A Londra Gandhi si adatta in una certa misura alle abitudini inglesi, vestendosi e cercando di vivere come un gentleman.

Gandhi torna in India e la ditta Dada Abdullah & C. per cui lavora, lo incarica di difendere una causa in Sudafrica.
In Sudafrica entra in contatto con l'apartheid (segregazione dei neri). Ma viene soprattutto a contatto con il pregiudizio razziale e con le condizioni di quasi schiavitù nelle quali vivono i suoi 150 mila connazionali. Questa situazione lo spinge a compiere un'evoluzione interiore spettacolare.

In quanto testimone diretto dell'intolleranza, del razzismo, dei pregiudizi e dell'ingiustizia verso gli indiani in Sudafrica, Gandhi comincia a riflettere sullo stato del suo popolo e sul proprio posto nella società.
Incomincia dunque in Sudafrica una serie di proteste, petizioni, tutte indirizzate verso la fine dei soprusi, opponendosi a molte leggi ingiuste e divenendo molto popolare tra i suoi compatrioti abitanti nello Stato sudafricano.
È l’inizio di una lunga carriera che lo porterà a divenire uno dei personaggi più conosciuti e ammirati di tutto il mondo per il suo impegno a favore dei diritti umani e civili del suo popolo.

Comincia la pratica del digiuno e smette di consumare latte. Si taglia da solo i capelli e pulisce le latrine, attività che in India era riservata alla casta degli intoccabili paria, che Gandhi chiamava harijan, figli di Hari (Dio). Egli invita i suoi seguaci a sfidare le diverse leggi razziali in atto e a subire le punizioni previste, senza ricorrere alla violenza. Migliaia di indiani, nella lotta che durerà sette anni, vengono imprigionati e frustati; molti di essi vengono uccisi. In seguito la metodologia di lotta utilizzata in quella occasione venne chiamata con un nuovo vocabolo coniato tramite un concorso su Indian opinion: satyagraha.

Ormai erano chiari gli ideali e gli intenti di Gandhi: la disobbedienza civile, sì, ma senza mai ricorrere alla violenza. Egli infatti ripudiava la violenza come strumento per risolvere i conflitti politici. In seguito, questi stessi ideali si diffusero in Europa; una Europa più civilizzata dell’India, più industrializzata e con una più vasta diffusione della cultura, ma devastata dalla Prima Guerra Mondiale; così si diffusero le correnti di pensiero pacifiste contro la guerra e la violenza. Con le sue azioni, Gandhi ha ispirato molti movimenti di difesa dei diritti civili e grandi personalità quali Martin Luther King, Nelson Mandela, Aung San Suu Kyi, e Marco Pannella.

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