Età paleolitica


L'età paleolitica è l’età durante la quale gli esseri umani lavorano la pietra scheggiandola: nell'età paleolitica vivono l’Homo Erectus, il pitecantropo, il sinantropo, l’uomo di Neanderthal, fino all'uomo di Crò-Magnon. In questo periodo, nonostante le difficoltà di lavorare la pietra per scheggiatura, progressivamente gli uomini riescono a produrre molte cose, coltelli con lama di pietra, punteruoli per fare buchi, punte di freccia e di lancia; sanno inoltre ricavare vestiti dalle pelli degli animali uccisi, accendere e utilizzare fuoco per cuocere i cibi. Abitano in grotte o caverne naturali e, verso gli ultimi tempi dell'età paleolitica, provano persino a disegnare, graffiando le rocce, a dipingere usando terre colorate.
Col passare del tempo si verificò un fenomeno importante. Gli uomini che erano nomadi (ossia girovagavano come gli zingari, raggruppati in orde e tribù) si trasformarono in sedentari. In altre parole ciascuno preferì distinguersi dagli altri, avere una casa (caverna o capanna che fosse), una famiglia propria,
oggetti di proprietà privata, esclusivamente suoi.
Questo fenomeno ne provocò un altro. Se io vivo sempre nello stesso posto, per nutrirmi non posso
fare più come prima, quando cercavo, girovagando, frutti per i boschi o animali da uccidere: devo far fruttare la terra che mi sta intorno e che mi appartiene; ma per farla fruttare la devo lavorare.
La trasformazione dell'uomo da nomade a sedentario originò, infatti, la nascita del primo vero mestiere umano: l’agricoltura. La nascita dell'agricoltura portò con se altre conseguenze per lavorare Ia terra occorrono arnesi agricoli, per fare arnesi agricoli efficienti occorre lavorare bene la pietra. Ed ecco allora che si passa all'età neolitica, quella, cioè nella quale la pietra viene lavorata levigandola.

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