Dominio di Alessandro Magno


A Filippo di Macedonia, successe il figlio Alessandro (che poi fu detto « Magno » = il grande); il giovinetto era salito al trono a soli 18 anni ed i Greci ritennero perciò possibile tentare una rivolta contro i loro padroni. La rivolta venne capeggiata da Tebe ed Alessandro la domò con ferocia straordinaria: 10.000 Tebani furono uccisi, 30.000 venduti come schiavi e la città fu rasa al suolo.
Domata così duramente la Grecia, Alessandro decise di estendere il proprio impero e nel 334 a.C. iniziò una campagna militare che durò 11 anni e divenne famosissima.
Alessandro partì dalla Macedonia con circa 40.000 uomini ed entrò in Asia Minore; batté i Persiani nelle battaglie di Granico, Isso, conquistò la Fenicia, la Palestina, l’Egitto (ove fondò la città di Alessandria d’Egitto), la Siria, la Mesopotamia, si inoltrò nell’India, in territori dove mai nessun occidentale era riuscito ad entrare.
Tornò indietro solo a causa del malcontento dei soldati, ormai stanchi, e si fermò a Babilonia, ove morì (323 a.C.) a soli 32 anni, lasciando un immenso impero del quale facevano parte anche le « poleis » greche.
Era un grande condottiero, sapeva tenere elevato il morale delle truppe, annullare il timore del pericolo con la sua intrepidità. Al tempo stesso manteneva i patti e gli accordi con scrupolo, ma non si faceva ingannare.

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