Cultura Ellenica – Dal VII al VI secolo

Dopo l'invasione dei Dori, la ripresa delle attività e lo sviluppo della civiltà dettero impulso anche all’espansione della cultura e delle arti.
Le ricchissime colonie greche della Jonia furono il centro della cultura ellenica di questo periodo: vi fiorirono poeti che ancora oggi apprezziamo, come Alceo, Saffo, Archiloco, Anacreonte, Mimnermo.
In questo stesso periodo, sempre nella Jonia, apparvero i primi pensatori, i creatori della filosofia e delle scienze.
Talete di Mileto fu filosofo, astronomo, matematico. Nel 585, grazie ai suoi studi, predisse esattamente un’eclissi di sole, meravigliando tutti i suoi concittadini. La sua fama di uomo colto fu tanto grande che venne incluso nel numero dei «sette sapienti» cioè di quegli uomini che i Greci consideravano i padri della loro cultura.
Un discepolo di Talete, Anassimàndro di Mileto, fu filosofo, matematico, geografo: fu il primo ad eseguire un disegno della Terra allora conosciuta, con criteri molto simili a quelli che si usano dai moderni cartografi.
Eràclito di Efeso fu un importante filosofo, il quale sostenne che tutto, nel mondo, è in movimento perpetuo; un altro grande esponente della cultura ellenica di quest’epoca è Pitagora di Samo. Fuggito dal suo paese a causa dell’avanzata dei Persiani, si rifugiò a Crotone in Calabria (una città della «Magna Graecia») dove fondò una famosa comunità di studiosi. Fu grande filosofo e matematico: a lui ed ai suoi discepoli si devono la tavola pitagorica, la teoria dei numeri simpatici e il famoso teorema sui triangoli rettangoli.

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